Arriva anche in Puglia l’inchiesta sulla stabilità dei ponti in gestione alle Concessionarie dei tratti autostradali. Ed arrivano le perquisizioni dei ponti considerati più a rischio. L’inchiesta, che ha preso il via dal tragico crollo del ponte Morandi di Genova del 14 agosto scorso, ha coinvolto anche il viadotto Paolillo, che si trova sull’autostrada A16 Napoli-Camosa.
I militari della Guardia di Finanza, dalle prime ore di questa mattina stanno acquisendo documentazione nelle sedi di Autotrade, Spea e negli uffici dell’Utsa di Bari, Milano, Bologna, Firenze e Genova.
I finanzieri stanno cercando di verificare se, dal giorno del crollo del viadotto genovese, la società controllata dal gruppo Atlantia abbia messo in atto tutti i controlli sulla rete autostradale in altre situazioni di criticità presenti.
La necessità delle perquisizioni è nata dai risultati di alcune ispezioni su altri ponti nel corso delle quali sarebbero stati riscontrati ammaloramenti di piloni e solette tali da metterne in potenziale pericolo la struttura.
Secondo i militari alcuni responsabili della società avrebbe edulcorato le relazioni sullo stato dei viadotti controllati per, in qualche modo, nascondere la gravità della situazione. Secondo l’accusa e gli inquirenti in alcuni casi i report sullo stato dei viadotti in questione sarebbe stato di fatto un lavoro cartaceo e sulle mappe, probabilmente non corrispondenti al vero stato dei luoghi.
I viadotti, segnalati già dallo scorso mese di dicembre, si trovano su una bretella di collegamento tra la Milano-Genova e lo svincolo autostradale di Genova-Sampierdarena, a Pescara, Bari e in altre due città che al momento non sono note, soprattutto per evitare allarmismi.
Eppure c’è molto, ma molto, di cui preoccuparsi.











