“Michele Emiliano, chiuso nel suo castello di proclami e di chiacchiere roboanti, assediato dai suoi fantasmi e dalle sue fobie, mi tira per i capelli in una polemica che appare tanto delirante quanto ridicola. Un giorno mi accusa di complottare con Renzi per farlo perdere alle prossime regionali. Il giorno dopo mi accusa di farlo addirittura con Salvini“.
A rispondere, con dichiarazioni non certo concilianti, anzi, e che rafforzano ed alimentano il clima di tensione che si sta vivendo in questi giorni nel centrosinistra pugliese, è Nichi Vendola, (SI-Leu) in relazione alle accuse rivoltegli negli ultimi giorni dal presidente della Regione Puglia.
“Oggi mi lancia addosso l’insinuazione calunniosa che io possa agire per conto delle lobby dei rifiuti. Questo è il suo metodo di concepire la lotta politica, trascinando il dibattito pubblico verso una deriva di fango, di bugie, di volgarità”. “Mi rammarico di aver sostenuto politicamente chi oggi sta tradendo le ragioni del Sud, sottoscrivendo il patto con la Lega di Salvini (altro che complotto!) sulla cosiddetta ‘secessione dei ricchi'” e di aver “voluto bene ad una persona così incapace di lealtà e di rispetto”.
Nella giornata di ieri intanto Michele Emiliano parlando delle polemiche interne ad alcune forze di centrosinistra sulle primarie del 24 febbraio per la scelta del candidato alla regionali del 2020 ha sottolineato come “quello che fu consentito a Vemdola deve essere consentito anche agli altri”. “Io – ha aggiunto – non ho detto devo candidarmi per forza, ho detto facciamo le primarie”. “Se Vendola si vuole candidare” alle primarie del centrosinistra per scegliere il prossimo governatore della Puglia “lo dica”.
Quanto alla possibilità di spostarle, Emiliano, che si è detto disponibile purché ci sia un candidato, ha precisato che “passare l’anno a tirare all’orso al Luna Park io non ci sto, perché io devo presentare i risultati dell’amministrazione, devo finire il lavoro e soprattutto devo costruire una coalizione per le prossime elezioni”.











