Arrivano i sigilli a Gioia del Colle per l’impianto Isotherm Pwr, gestito da quasi quindici anni dalla società Itea Spa all’interno della AC Boylers Spa (ex Ansaldo e Termosud).
Il sequestro è stato effettuato dal personale dei Carabinieri del Noe di Bari e della sezione della Capitaneria di Porto su disposizione della Procura della Repubblica di Bari che, al tempo stesso, hanno denunciato il legale rappresentante dell’azienda.
L’impianto, che in teoria doveva essere utilizzato per la verifica e test di nuove applicazioni industriali ai fini della trasformazione di rifiuti in energia pulita, era invece impiegato per lo smaltimento di rifiuti, anche pericolosi, in mancanza delle necessarie autorizzazioni.
Nel corso delle indagini, effettuate anche con l’autisio di un drone e con approfondimenti tencico ingegneristici ed ambientali, è stato infatti accertato lo smaltimento di rifiuti pericolosi itra i quali “materiale cancerogeno e teratogeno, miscelazione di rifiuti mediante macinazione con acqua, diffusione in atmosfera di emissioni gassose potenzialmente pericolose, tutto in mancanza delle necessarie autorizzazioni”.
Durante le ispezioni sono stati anche ritrovati pericolosi fanghi acidi, residui di reazioni chimiche industriali, e tutta una serie di composti cancerogeni e mutageni del feto materno.
L’impianto di Gioia del Colle, della capacità di 5MWt, veniva utilizzato per la verifica ed i test di nuove applicazioni industriali e prometteva, nelle intenzioni, di trasformare in materia innocua qualsiasi tipo di rifiuto da riciclare in energia pulita.
Nell’impianto gioiese veniva sperimentato un metodo di smaltimento dei rifiuti con processi di vetrificazione delle ceneri e con rifiuti bruciati in un dissociazione molecolari, con energia prodotta pari alle esigenze di 2200 famiglie.
In realtà quello che si sono trovati di fronte i militari è stato uno scenario di ben altra natura.











