Dopo che la Giunta per le Autorizzazioni a procedere del Senato ha respinto la richiesta del Tribunale dei Ministri di Catania per mettere sotto processo il Ministro degli Interni Matteo Salvini, spunta uno studio legale di Roma che ricorre d’urgenza per danni civili nei confronti di 41 migranti, con eventuali spese a carico del Viminale.
“Privazione della libertà personale” il capo d’accusa, con una richiesta che oscilla tra i 42mila ed i 71mila euro cadauno, con la simpatica sincronicità dei ricorrenti alle aule di giustizia; Infatti 16 di loro sono nati tutti il primo di Gennaio. Chicca che denota la solita storia delle generalità inventate. O tutti minorenni, o tutti gay perseguitati, o tutti (falsamente) provenienti da Paesi in stato d’agitazione.
Ora che il sistema dell’accoglienza è stato ampiamente smascherato, strozzato negli introiti e smontato pezzo pezzo dal leader della Lega, arrivano le armi spuntate degli appelli tribunalizi. Era così forte e consolidata la prassi, lo spoil system cooperativo, che le parti lese si sono sentite addirittura spogliate di un irrinunciabile vitalizio economico a danno dell’erario italiano.
Tutto oro colato per Salvini, perché più è paradossale la resistenza di chi non voleva essere toccato negli interessi, più il suo consenso sale in un tripudio di applausi, piazze piene, ed urne straripanti. Rotta ampiamente condivisa dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani, concordi nel fermare l’emorragia estera in afflusso sulle nostre coste.











