Contributi regionali alle imprese si, ma i bandi potrebbero prevedere come clausola per l’erogazione dei fondi pubblici il divieto di delocalizzare le attività dal territorio regionale per una durata di almeno cinque anni.
Una proposta di legge che, se dovesse entrare a regime, potrebbe rappresentare un freno al fenomeno della delocalizzazione di imprese che, una volta presi i fondi regionali e gli incentivi, spostano produzioni in altre regioni europee (a volte extraeuropee) lasciando con un palmo di naso i finanziatori, ed i lavoratori che in quelle imprese hanno investito il proprio futuro lavorativo, o almeno così credevano.
La Commissione attività produttive della Regione Puglia presieduta da Donato Pentassuglia, ha approvato all’unanimità la proposta di legge contenente norme in materia di contrasto alle delocalizzazioni produttive al fine di salvaguardare i livelli produttivi ed occupazionali, presentata dal Gruppo M5S, primo firmatario il consigliere Gianluca Bozzetti.
La Regione Puglia, con questa proposta di legge, intende promuovere le condizioni che rendano effettiva l’occupazione e ne migliorino le qualità, garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali sul territorio regionale dai rischi della delocalizzazione, attraverso la tutela. La norma si applica a tutte le imprese italiane ed estere, con stabilimenti insediati sul territorio regionale che beneficiano di contributi regionali in conto capitale in relazione ad un sito incentivato.
I bandi regionali che prevedono l’erogazione di contributi in conto capitale, possono stabilire l’obbligo di mantenimento dell’insediamento produttivo nel territorio regionale, per almeno cinque anni dalla data dell’erogazione. Tali disposizioni non si applicano però ai contributi regionali erogati a titolo di cofinanziamento di programmi comunitari.
Nel corso dell’esame dell’articolato, sono stati approvati alcuni emendamenti proposti dallo stesso Bozzetti. In particolare, uno dei quali ha riguardato l’articolo relativo alle misure di contrasto alle delocalizzazioni produttive, specificando che le imprese beneficianti, qualora realizzino la delocalizzazione entro cinque anni dalla data di conclusione dell’iniziativa agevolata, decadono dal beneficio e hanno l’obbligo di restituire i contributi ricevuti.











