I lavoratori della Gazzetta del Mezzogiorno, storico quotidiano di Bari, hanno proclamato lo sciopero ad oltranza perché da mesi non ricevono lo stipendio. Lo scorso settembre il tribunale di Catania ha sequestrato le quote dell’editore del giornale e da allora la situazione è in stallo. “La nostra dignità è calpestata”, scrivono.
L’ultima busta paga è stata emessa nello scorso mese di novembre. Da allora sono passati oltre tre mesi di confusione e continui rinvii sulle decisioni che riguardano la gestione della società. Il Tribunale di Catania dispose il sequestro della società editrice della Gazzetta del Mezzogiorno già nel mese di settembre.
Le ragioni di questa protesta sono “la persistente assenza di risposte da parte degli amministratori giudiziari sul pagamento degli stipendi e dei versamenti previdenziali arretrati, nonché le incertezze sul futuro della testata”, si legge sul sito del quotidiano.
“L’editore – si legge in un comunicato della redazione del quotidiano – continua tuttavia a svolgere le proprie funzioni, nonostante sia stato sollevato dall’incarico dal tribunale lo scorso 19 gennaio”.
E purtroppo si tratta di un problema che non è facilmente risolvibile nel breve periodo. In tribunale si ascoltano le parti in causa, maestranze sindacati e commissari, ma una soluzione che possa ritenersi soddisfacente al momento sembra davvero lontana.
“Non è per niente facile decidere di fermarci a oltranza – scrivono i giornalisti della Gazzetta del Mezzogiorno – di fermare quel giornale al quale da anni dedichiamo molto più tempo di quanto non ne riserviamo alle nostre famiglie. Ma così non si può più andare avanti e qualcosa dovrà pur accadere. “Vogliamo tornare a lavorare e desideriamo farlo il più presto possibile. Ma con delle risposte certe e chiare. E soprattutto con uno stipendio e con dignità”.
Ed un compito così importante come informare i pugliesi di quello che accade intorno a noi, con un occhio critico, ma attento, diventa impossibile senza poterlo fare in maniera professionale e seriamente corrisposta.


















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