HomeLife&StyleLa depressione si cura col suicidio? Arriva la chetamina spray

La depressione si cura col suicidio? Arriva la chetamina spray

È certamente una asserzione molto forte, eppure sempre più farmaci antidepressivi, cessato l’utilizzo, alimentano manie suicide o comunque portano il paziente in uno stato di sconforto mentale così potente da costringere non solo all’assunzione di una maggiore quantità dello stesso farmaco, ma in più unito ad altri prodotti per gli ulteriori danni all’equilibrio psicofisico.

Va sempre per la maggiore la lotta a questi metodi, che curano i sintomi e mai le cause, portando ad un cunicolo emotivo senza uscita, tenendo praticamente a vita sotto gli effetti della patologia le persone affette da disturbi di questo tipo.

Psicologi, psichiatri, psicoterapeuti, counselor, in tutto il Mondo, continuano a contrastare la lobby del farmaco, asserendo che nel 90% dei casi è del tutto inutile, se non dannosa, l’aggiunta di molecole alla terapia, che invece dovrebbe prevedere un’anamnesi con percorso di estroversione emotiva.

Negli States, pionieri di qualsiasi organismo geneticamente modificato, l’FDA (agenzia del farmaco) dà il via libera ad un nuovo spray alla chetamina per curare la depressione. Si chiama Esketamina ed è prodotto dalla Janssen, e a dispetto degli altri rimedi sul mercato promette un effetto molto più rapido, entro le 24 ore. Costa 885 dollari a trattamento, ed è la vera grande novità degli ultimi decenni, dai tempi del Prozac, che invece sollecita il cervello a rilasciare serotonina.

Lo spray sarà nasale, abbinato ad un’altra sostanza per uso orale, e così andrà in circolo nel sangue agendo sul glutammato, indispensabile per l’apprendimento e la memoria. Eppure come sempre in questi casi, non è per niente oro quello che luccica, di miracoloso c’è ben poco.

I pazienti sotto trattamento dovranno essere monitorati per almeno le due ore seguenti l’assunzione, perché tra gli effetti collaterali ci sono le manie suicide, dissociazione, perdita d’identità, senso di distacco dalla memoria. La società moderna sotto tutti gli aspetti ha il problema del fast food, cibi scarto che saziano velocemente, costano poco e poco tempo, ma poi impiegano una vita a spargere i loro effetti negativi sull’organismo.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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