Venerdì 15 marzo, nell’affascinante cornice del Teatro Rossini di Gioia del Colle non poteva che riprendere vita uno dei più grandi capolavori del grande documentarista italiano Vittorio De Seta, Isola di Fuoco. Accompagnato dalla musica live di Lorenzo Urciullo, in arte Colapesce, cantautore di origine siciliana, che da sempre mescola la sua musica in un’interazione poetica con l’immagine.

Iniziativa ideata da Indiesposizioni, rassegna di spettacoli atta a promuovere la cultura musicale indipendente italiana in contesti alternativi, a cura dell’associazione culturale Ombre, che è riuscita a creare , attraverso una relazione con gli artisti del territorio,  una  commistione  di generi e arti, dalla letteratura al cinema, alla musica.

Ricordiamo che Isola di fuoco, che valse a De Seta il premio a Cannes nel 1995, è un importante documento storico antropologico,  ambientato nella Sicilia degli anni’ 50, terra natia dello stesso Colapesce, ai margini dello Stromboli, che ci racconta, attraverso una sequenza di immagini di forte potenza, la bellezza poetica di un territorio fortemente legato alle sue tradizioni e usanze, alcune di queste ormai in disuso, come la pratica della pesca del pesce spada, interrotta solo due anni dopo l’uscita del documentario.

Uno spettacolo, definito dallo stesso artista, una sorta di “concerto per visioni”, che non si limita ad essere una semplice sonorizzazione dell’immagine, bensì si tratta di una vera improvvisazione acustica che va oltre la semplice forma canzone, consegnando al pubblico  la narrazione di una Sicilia vista da una  prospettiva più profonda, nelle sue più intrinseche bellezze. Attraverso la musica e le parole di Colapesce sarà possibile sentire ogni dettaglio sulla propria pelle, dall’ebrezza del mare, spaventoso e nello stesso tempo fonte di cibo,  all’ardore del fuoco sprigionato dallo Stromboli, fino alla purezza di un popolo umile nel eseguire in povertà ogni pratica e tradizione.

Colapesce è un artista talentuoso che unisce nel suo pubblico una varietà di generazioni e i suoi brani fungono, attraverso una maniacale attenzione per gli arrangiamenti, da collante tra la modernità e la tradizione, la sperimentazione e la melodia.

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Roberta Lobascio
Classe '90,laureata alla magistrale di scienze dell'informazione e editoriale. Appassionata di giornalismo: dal 2015 collabora con varie testate locali e blog culturali. Da sempre sostenitrice dell'informazione corretta, contro ogni manipolazione.