L’assemblea del Pd ha proclamato nella sua riunione di ieri, domenica 17 marzo, presso l’Hotel Ergife di Roma il nuovo segretario nazionale Nicola Zingaretti. Il presidente della commissione congresso Gianni Dal Moro ha, infatti, formalizzato i risultati delle primarie del 3 marzo: i voti totali sono stati 1.582.083 e quelli validi 1.569.628. In percentuale, Zingaretti ha avuto il 66% (in totale 1.035.955 voti). Dietro di lui, Maurizio Martina con il 22% e Roberto Giachetti con 12%. Sono stati formalizzati ed ufficializzati anche i componenti dell’Assemblea sono 451 donne e 549 uomini. I delegati della mozione Giachetti sono 119, quelli della mozione Martina 228 e quelli di Zingaretti 653.
Paolo Gentiloni è stato eletto dall’assemblea del Pd presidente dem, Luigi Zanda è il tesoriere del Pd, Anna Ascani e Deborah Serracchiani sono vicepresidenti.
“Non è in gioco solo il governo ma le fondamenta irrinunciabili della nostra comunità politica”, ha sottolineato nel corso del suo lungo intervento il neosegretario del Partito Democratico.
“Il Paese è bloccato e sta decadendo. Il pil è fermo nel prossimo autunno ci sarà bisogno di una manovra di decine di miliardi di euro e sarà drammatica. Su tutte le questioni più urgenti – osserva ancora- abbiamo un governo che pronuncia solo degli imbarazzanti ‘ni’ con un fraseologia tipica della prima Repubblica. L’Italia è un grande Paese che non si governa con i ‘ni’, non si governa con l’immobilismo”.
Quattro sono le linee guida delle politica del nuovo Pd di Zingaretti. In primo luogo le infrastrutture materiali: serve un grande piano per un’Italia più sicura ma anche più rispettosa dell’ambiente. Perché solo con una svolta green si può tornare a produrre ricchezza. Il secondo pilastro sono le infrastrutture immateriali, la Rete: “Serve un grande piano per rilanciare innovazione e sapere e superare il digital divide”. Terzo è l’infrastruttura della conoscenza: “Investire sulla scuola e sull’istruzione pubblica come architrave di un’ampia operazione di crescita culturale”. Quarto, infine, è il welfare e la sanità: “Non crediamo nella monetizzazione del welfare, ci batteremo per la sanità pubblica promuovendo quota 10, ossia un incremento di 10 miliardi per aumentare i livelli di assistenza e assumere 100mila nuovi operatori nella sanità pubblica italiana. La vera priorità di questa epoca è il lavoro, in tutto il Paese ma soprattutto nel Mezzogiorno”.
Ecco, infine, l’elenco con tutti i delegati all’assemblea nazionale.











