In scena la scorsa domenica, la prima di “Capagro’”, piece teatrale scritta, diretta e interpretata da Nico Sciacqua presso il ‘Teatro Piccolo’ di Bari. Accanto all’artista, sul palcoscenico, anche gli attori Pietro Caramia Francesca, Francesca Di Cagno, la voce e la chitarra di Pier Dragone.

Con molti colpi da maestro, Sciacqua porta in scena una performance che supera la ripetitività del tema del bullismo e indaga sulle profondità dell’animo umano descrivendole in un cerchio aperto sulla ricerca di chi siamo, attraverso una lettura dell’essere da Pieget ad Alberoni passando per lo studio più profondo dell’Io.

Non v’è dubbio sulle intersezioni dei legami sociali in una Bari atemporale, ma attuale,  ricordata anche nella scelta del dialetto in molte sezioni della recita; cruento e divertente; irriverente e onesto; è il ritorno in teatro del punto e virgola.

La performance diverte e agita, ma soprattutto invita a riflettere.

Il pubblico viene imbibito della figura del bullo; del bullizzato; dell’amichetto di convenienza; del padre, asciugato dei sogni di gloria; della madre, galleggiante sulla routine.

“Capagro’” è lontano dalla banalità descrittiva e realista. Perché tutti si è stati bambini e nessuno, meno che mai gli ‘adulti più grandi’ può dimenticarsene dacché i ricordi sono una coperta di Linus, spesso spinata.

Il protagonista, un fantasma più o meno presente nel trascorso o nel presente di tanti è frizionato dal suono sordo dei ricordi che l’autore ha portato in scena con escamotages narrativi geniali, impermeabili alle aspettative, ma in intensa osmosi-alle-logiche-emotive, facendo del ‘cattivo’ il vero protagonista.

Come vittima e carnefice del suo stesso obiettivo, ogni essere umano è sì i suoi geni, ma anche i suoi contorni; la famiglia, la scuola, gli insegnanti, la musica, gli amici, la palestra. Come un quadro prezioso per essere apprezzato, vede il proprio destino legato a quella cornice di cui non ha alcuni potere, ma nonostante tutto può darsi apprezzare da un occhio attento; ma quale occhio? Su quale muro?

Non il solito spettacolo per bambini destinati alla didattica pedagogica per combattere il bullismo; piuttosto un’esperienza di crescita per tutto il pubblico che alla fine dello spettacolo ha applaudito commosso ed entusiasta.

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Maria Pia Ferrante
Nata a Bari nel 1982, laureata in Farmacia, è insegnante e pubblicista. Appassionata di cinema e musica, vivrebbe ovunque purché davanti un palco o un grande schermo. Mischia cucina e alchimia. Sunset victim; rock fanatic. Girovaga per festival e si commuove sempre sulla sigla di Fuori Orario