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Da grandi faremo i geologi: divulgazione per bambini e geologia con Stefano Margiotta

Da grande farò l’astronauta. Il fascino di una viaggio nello spazio, su altri pianeti, ha da sempre ammaliato i bambini. Ma grandi e piccini dimenticano che anche la Terra è figlia del Sistema solare e che nasconde meraviglie e segreti da svelare, proprio come gli altri oggetti celesti. Stefano Margiotta, geologo e divulgatore, è da anni impegnato nella diffusione della cultura scientifica, nello specifico della geologia. Il suo ultimo progetto si intitola proprio “Da grandi faremo i geologi” (Primiceri Editore): un libro composto dai contributi di numerosi professionisti e dalle illustrazioni del collega Lorenzo Leccese. Il volume promette di coinvolgere i più piccoli in un viaggio alla scoperta di una disciplina vasta e appassionante, che spiega il linguaggio con cui il nostro pianeta comunica. Abbiamo intervistato per voi l’autore.

Prendendo spunto dal titolo del libro, sarei curiosa di sapere se anche lei ha esclamato, quando era ancora un bambino, “da grande farò il geologo”.

Sinceramente sì. Sono figlio di un geologo e sin da piccolo seguivo mio padre nei suoi lavori in campagna, nei rilevamenti, e quindi sono cresciuto sentendo parlare di geologia e appassionandomi prestissimo alla disciplina.

Come è nato questo progetto, la realizzazione del libro “Da grandi faremo i geologi”?

Questo progetto era in lavorazione già da qualche anno e più fattori hanno partecipato alla sua realizzazione. Prima di tutto vi era la volontà di diffondere la cultura geologica al fine di promuovere comportamenti consapevoli dal punto di vista della sostenibilità. La conoscenza dell’ambiente, del paesaggio, della storia del pianeta in cui viviamo, deve divenire patrimonio di tutti, in modo tale da responsabilizzare tutti, a partire dai bambini. Quest’ultimi sono un pubblico veramente molto recettivo, in grado di comprendere subito quanto sia essenziale rispettare la natura, ad esempio non inquinando.
C’era poi un’esigenza di condivisione, con i colleghi, di un obiettivo essenziale per la società, qual è la sensibilizzazione delle nuove generazioni verso le tematiche geologiche e ambientali. Questo è stato per tutti noi un momento di formazione e un modo per rimanere in contatto tra professionisti che hanno in comune la passione per la geologia e il desiderio di comunicare al grande pubblico la bellezza di questo ambito scientifico.

Questa non è la sua prima opera. Ci sono state anche esperienze precedenti.

Ho cominciato con una guida sul Salento, si chiamava “Viaggio nel Salento geologico con le Fantaprise” ed è stata pubblicata da Capone Editore. Nel testo erano affrontati temi legati strettamente al territorio di riferimento, corredati da illustrazioni. Poi è stato il turno di un lavoro su scala più ampia, una guida geologica dell’intera Puglia per bambini, per Adda Editore: “Esplorando in Puglia con i SuperGeoKids”. Anche in questo caso, insieme ad altri colleghi, abbiamo dischiuso le conoscenze connesse alle caratteristiche geologiche della nostra regione, per citarne solo alcune il carsismo e la morfologia della costa. Arrivati a questo punto il percorso naturale è stato quello di allargare lo spettro degli argomenti e trattare la geologia italiana, con tutti gli altri aspetti che la riguardano quali i terremoti, i vulcani, le frane e molto altro.
Desidero sottolineare che queste idee sono nate certamente dall’amore per la geologia, ma hanno preso il largo per divenire realtà anche grazie all’incontro con Lorenzo Leccese, un amico e mio ex-studente presso l’Università del Salento: ho scoperto la sua grande abilità di disegnatore tramite i social network e da lì è nata questa collaborazione.

La geologia si trova meno sotto i riflettori rispetto ad altre materie scientifiche. Quali potrebbero essere le motivazioni di una sua minore presenza nel territorio della divulgazione?

Da un punto di vista che comprende anche e soprattutto la didattica, uno dei motivi potrebbe essere l’esiguità del numero di geologi tra i docenti di scuola. Un’altra ragione è una certa complessità dei fenomeni geologici. Cause e conseguenze sono spesso indirette, richiedono un determinato numero di passaggi per essere spiegate e questo probabilmente contribuisce ad allontanare il pubblico dalla disciplina. Un esempio potrebbe essere lo studio di una cava: se in questo luogo sono abbandonate sostanze inquinanti, queste ultime potrebbero contaminare la falda acquifera e, infine, avere un grave impatto sull’uomo. La mancanza di immediatezza, a volte, pone la geologia in secondo piano nell’attività formativa delle scuole, specialmente elementari e medie.

I colleghi che hanno contribuito a “Da grandi faremo i geologi” sono numerosi: Francesco Bartucci, Vincenzo Boccardi, Franco Marco Elter, Mauro Giudici, Mina Lacarbonara, Giuseppe Mastronuzzi, Sergio Negri, Mario Parise, Nicola Palumbo, Anna Pascucci, Alfredo Pitullo, Paolo Sansò, Gianluca Selleri e Nicola Venisti. Come è stato lavorare insieme?

Ci uniscono la passione per la geologia e la consapevolezza dell’importanza di farla conoscere a quante più persone possibili. Inoltre non dimentichiamo che la geologia è un ramo del sapere scientifico vastissimo e, per poterne parlare nel migliore dei modi, abbiamo voluto interpellare gli esperti di ciascun campo. Un altro aspetto che mi piace sottolineare è che questa collaborazione mostra anche ai lettori quanto le professioni che gravitano intorno a questa scienza siano diverse e presenti in differenti contesti lavorativi: tra i coautori ci sono docenti universitari, insegnanti di scuola, dipendenti di enti come l’ARPA (Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale) o l’Autorità di bacino, e liberi professionisti come me. Il mestiere del geologo ha molteplici declinazioni nella nostra società e il suo ruolo dovrebbe essere ancora più presente e centrale.

Ci sono altri progetti di divulgazione in cantiere?

Siamo abbastanza vulcanici, quindi credo proprio di sì. Per ora saremo impegnati nella promozione di questo volume, per cui gireremo un po’ e lo presenteremo in tutta Italia. Uno degli appuntamenti è previsto per venerdì 29 marzo, alle 10:00, presso l’Aula Magna del Palazzo di Scienze della Terra dell’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari.
Dalle esperienze di questi anni sono nate delle collaborazioni importanti, tra le quali c’è quella con l’ANISN (Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali) e penso che i loro consigli potranno essere utili per sviluppare altri percorsi, sempre cercando di essere chiari e diretti, in modo da facilitare l’apprendimento nei ragazzi.

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