Indagini su presunte fatture false ed abuso d’ufficio hanno coinvolto 5 persone, tra cui il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è indagato con il suo capo di gabinetto e tre imprenditori.
A svolgere le indagini è la Procura di Bari per una vicenda che riguarda una fattura da 65mila euro pagata da due imprenditori baresi ad un’agenzia di comunicazione che ha curato la sua campagna elettorale per le primarie del Pd del 2017. I reati contestati a vario titolo sono induzione indebita a dare o promettere utilità, abuso di ufficio e false fatture.
Nell’ambito dell’indagine, i finanzieri baresi hanno acquisito documentazione nella sede della presidenza della Regione Puglia. Ai pubblici amministratori la magistratura barese contesta i reati di induzione indebita in concorso con gli imprenditori e abuso d’ufficio, ai soli imprenditori le false fatture fatte per giustificare quel pagamento.
Intanto lo stesso Emiliano, con un comunicato stampa, ha voluto dire la sua sulla vicenda denunciando una violazione del segreto istruttorio per la diffusione della notizia dell’indagine a suo carico alcuni giorni prima del fatto.
Ecco le parole di Emiliano.
“Ho denunciato alla Procura della Repubblica una violazione del segreto istruttorio”, ha annunciato il governatore pugliese. “Lunedì 8 aprile – ha spiegato Emiliano – sono infatti venuto a conoscenza che giovedì 11 sarei stato oggetto di una attività di acquisizione di documenti e dati da parte della Gdf in relazione ai finanziamenti percepiti in occasione della mia campagna per le primarie del Pd del 2017. La fuga di notizie in piena violazione del segreto istruttorio precisava ulteriori fatti e circostanze”.
“Lo stesso lunedì 8 aprile – ha aggiunto – chiedevo al Procuratore della Repubblica di Bari di potere denunciare i fatti a mia conoscenza al fine di ottenere la massima tutela da possibili violazioni del segreto istruttorio di natura strumentale atteso il mio ruolo pubblico. Denunciavo i fatti martedì 9 aprile al Procuratore della Repubblica redigendo regolare verbale. Mercoledì mattina alle ore 9, come anticipato dalla fonte indicata al Procuratore della Repubblica il giorno prima, la Gdf di Bari mi chiedeva di potere verificare alcune chat del mio telefono e mail relative agli scambi di messaggi con alcuni soggetti di interesse dell’ufficio”.
“Contemporaneamente identica acquisizione è stata effettuata al mio capo di gabinetto. La questione attiene a verifiche sulla natura dei pagamenti di una società di comunicazione che ha curato parte della mia campagna elettorale, e con la quale era insorto un contenzioso giudiziario”, ha aggiunto. In merito all’indagine, Emiliano ha detto di aver “fornito piena collaborazione al fine di consentire l’acquisizione di tutti gli elementi utili, nella convinzione di avere operato con assoluta correttezza e rispetto delle leggi”.











