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Una grande festa, uno stadio intero in piedi ad applaudire i propri beniamini. Ad incitare il proprio presidente. Una coppa alzata al cielo che sa di riscatto. Un San Nicola in giubilo ha festeggiato i biancorossi per la vittoria del Girone I del campionato di Serie D come meglio non poteva grazie alla vittoria, non semplice, sul Rotonda per 2-1 (grazie a Floriano e Simeri).

Può sembrare davvero troppo raccontare con così tanta enfasi la vittoria di una categoria dilettantistica. Ma per Bari e il Bari calcio no. Quello vissuto l’estate scorsa con il fallimento della società biancorossa, i guai giudiziari dell’ex presidente Giancaspro, le offerte per la squadra poi aggiudicata a Luigi De Laurentiis. Un calvario che nessuno mai avrebbe pensato di vivere.

Poi l’inferno della serie D giocata su campi discutibili, in stadi al limite dell’agibilità, troppo brutti per tutti, dai giocatori, alla dirigenza, fino ai giornalisti. Ed ecco perché la festa dei biancorossi è così grande. È liberatoria. È la fine di un brutto incubo e la speranza di un futuro radioso.

De Laurentiis

“Oggi siamo quasi 20mila persone. E’ qualcosa di incredibile. Grazie al sindaco Decaro che ha creduto nella nostra famiglia. – ha dichiarato Luigi De Laurentiis alla sua prima vittoria da presidente di una squadra di calcio – Grazie alla squadra, una squadra di persone che mi hanno aiutato a costruire una società che è partita da zero. Ricordo i primi allenamenti in campi di fortuna. Ma è stato un percorso emozionante. Grazie allo staff, ai giocatori, sempre uniti che volevano dare qualcosa ad una città importante come Bari. Siete incredibili e lo avete dimostrato, voi tifosi siete davvero un patrimonio per questa città. Per il prossimo anno vi prometto che ci impegneremo ancora di più per andare lontano. Vi aspetto tutto qui! Forza Bari, sempre!”

Cornacchini

“Ripartire dopo un fallimento ti lascia segni importanti. La gente ha però ha capito il momento. – ha detto Giovanni Cornacchini, regista della vittoria finale del Bari calcio – Ma poi hai dietro una società così forte, ed è per questo che devi stare ancora più vicino, perché hai prospettive importanti. Quando lavori con un gruppo di ragazzi per un anno passi di tutto: momenti di felicità, periodi difficili, periodi più duri. Io ho sempre lavorato dicendo il mio pensiero nel bene e nel male, e questo penso sia stato sempre apprezzato dai ragazzi. Venivamo da una settimana di festeggiamenti però sapevamo che non era giusto finire con una sconfitta. E noi abbiamo cercato di affrontare la gara con serietà e professionalità”.

Floriano

Raggiante Floriano, che ha segnato anche il 2-1 vittorioso: “Dopo tanti fallimenti e delusioni è giusto festeggiare tutti insieme. Bari e il Bari calcio mi ha dato tanto sia a livello sportivo che a livello personale. Il gesto degli occhiali? Vuol dire “hai visto che gol?”, è stato un gioco che è partito l’anno scorso e l’ho riproposto quest’anno. La squadra è stata importantissima, c’è sempre bisogno di tutti, e quest’anno a Bari è stato così”.

Brienza

Un idolo per i tifosi biancorossi. 40 anni e non sentirli. Brienza simbolo della rinascita del Bari: “Ho iniziato l’estate scorsa in pratica senza una preparazione, non stavo benissimo ma ho comunque contribuito alla vittoria finale. L’anno prossimo? Vedremo, intanto mi godo quest’anno importantissimo, un campionato che non avevo mai affrontato. Non sono uno che si emoziona tanto però oggi quando ho fatto le scale mi sono commosso tanto. Io ho avuto il dono dal Signore di avere grandi qualità che ho provato a sfruttare sempre. Ma l’amore che ho provato qui è stato incredibile. E’ fantastico a 40 anni alzare una coppa”.

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