L’abbandono di animali è un grave problema che sembra non avere confini. Lo è negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, dove la “febbre da metalupo” di Game of Thrones ha portato al rilascio nei canili di numerosissimi esemplari di husky, come descritto in un articolo di recente pubblicato su National Geographic. Lo è in Puglia, per cui i dati disponibili sul randagismo dipingono un quadro assolutamente negativo. Questa è l’occasione per usare la celebrità e la viralità di una serie televisiva per continuare a sensibilizzare i cittadini nei confronti di una questione complessa e di difficile soluzione.

Da Game of Thrones a Game of Homes

Chi di voi è un fan di Game of Thrones – Il trono di spade, la serie TV fantasy che la prossima settimana giungerà a conclusione, sarà sicuramente rimasto colpito dai bellissimi, forti e fedeli metalupi che nel corso delle puntate hanno difeso i membri della famiglia Stark. Gli animali mostrati sono Northern Inuit e lupi artici che, grazie alla magia della post-produzione, assumono dimensioni e sembianze leggendarie. Il cane più simile a queste razze è l’husky ed ecco che in tantissimi si sono affrettati ad adottarne uno, forse per sentirsi un po’ Jon Snow. Ma un animale domestico non è un giocattolo, non è la risposta per soddisfare un desiderio immediato. È, invece, un impegno costante che richiede un grande investimento di tempo, denaro e amore. In particolare, i siberian husky necessitano di tanta attività fisica, non sono facili da addestrare e, in determinate condizioni, possono mostrare un atteggiamento distruttivo. Così i canili hanno iniziato a riempirsi a causa di persone non pronte a far fronte a un simile compito e, come racconta il comunicato stampa dell’inglese Dogs Trust, la principale organizzazione che si occupa di protezione di cani nel Regno Unito, da Game of Thrones si è passati a Game of Homes: a partire dal debutto della serie, confrontando i dati del 2010 con quelli del 2018, il numero di abbandoni è aumentato del 420%. Animali per cui diventa una vera e propria battaglia riuscire a trovare una nuova casa.

Puglia, la regione più colpita dal randagismo

Non sappiamo se l’effetto “Trono di Spade” sia stato presente anche in Italia. Del resto i dati a disposizione sul randagismo sono pochi e non proprio recenti. Uno dei pochi documenti a disposizione in questa insufficienza di informazione è il Dossier 2018 sul randagismo redatto dalla LAV-Lega Anti Vivisezione che ha come base i dati raccolti dall’associazione confrontati con quelli forniti da Regioni e Province Autonome per gli anni 2017 e 2016, e quelli diffusi dal Ministero della Salute nel 2008 e 2006. Il Meridione, ancora una volta, si discosta dal resto dell’Italia in maniera negativa: secondo il documento, nel 2017, su 114.866 cani presenti nei canili rifugio, infatti, ben il 72% (82.342) si trova in quelli del Mezzogiorno e la regione con il numero maggiore di animali è proprio la Puglia (20.672). Nel 2017 sono stati versati 402.031,00 euro al giorno per il solo mantenimento dei cani detenuti nei canili rifugio per una spesa annua di 146.741.315,00 euro, di cui 72.352,00 euro al giorno per un totale annuo di 26.408.480,00 euro solo nella nostra regione.
In tutta l’Italia i canili, sempre nel 2017, erano 1.200, di cui 434 sanitari (strutture di prima accoglienza e presidio igienico-sanitario sotto il controllo di un veterinario dell’ASL o nominato dall’ASL, dove curano gli animali e li dotano di microchip), 766 rifugio (sempre presidio igienico-sanitario e luogo in cui i cani vivono e attendono di essere adottati) e 114 strutture facenti funzione di canile sanitario e canile rifugio. Ancora una volta la maggior presenza di canili è stata registrata in Puglia: 175 di cui 74 sanitari e 101 rifugio. Per numero di sterilizzazioni (5.523 su un totale italiano di 31.716) siamo al terzo posto dopo Campania e Sicilia.

Insufficienza di dati e possibili soluzioni

L’insufficienza di dati denunciata dallo stesso documento della LAV non corrisponde a una totale assenza di consapevolezza da parte delle istituzioni pubbliche. Un esempio è la discussione della situazione pugliese in Consiglio regionale e le attività di prevenzione del Comune di Bari. Questo, però, non basta. Quella dell’abbandono di animali è un’emergenza che si ripercuote sulla tutela dell’ambiente, della salute pubblica e della salute e benessere dei nostri amici a quattro zampe. Tra le attività da promuovere, evidenziate anche nel report citato, ci sono:

  • l’iscrizione all’Anagrafe degli animali d’affezione, il registro nazionale di cani, gatti e furetti identificati con microchip in Italia;
  • l’applicazione delle norme vigenti: l’articolo 727 del Codice penale prevede il reato di abbandono di animali per chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività, punito con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro; la Legge 14 agosto 1991, n. 281 – Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo; la Legge Regionale del 3 aprile 1995, n. 12 – Interventi per la tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo;
  • l’incremento dell’informazione e dell’educazione sanitaria e civica;
  • la sterilizzazione;
  • la realizzazione di incentivi, quali buoni da spendere per le spese veterinarie e/o per l’acquisto di cibo per animali, per chi adotta;
  • l’accoglienza degli animali nelle strutture turistiche e aree verdi;
  • il rafforzamento delle misure di controllo sulle importazioni di cani e gatti nel nostro paese e la lotta contro il traffico illecito di animali.

Game of Thrones sta per finire ma l’estate è a un passo da noi: non abbandonate i vostri amici animali.

Credits immagine: foto di strichpunkt da Pixabay

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