La guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina sta colpendo in maniera pesante uno dei mercati globali più appetitosi, quelli degli smartphone e dei sistemi operativi. Se dagli Usa arrivano gli stop alle aziende americane a rifornire le aziende cinesi di componenti e software, dalla Cina ribattono con nuove soluzioni made in China.
E quindi dopo lo stop di Google su Android per la Huawei, la multinazionale cinese leader mondiale delle vendite di cellulari ha annunciato che è in fase di avanzato sviluppo, e sarà lanciato al più presto in autunno e non oltre la primavera del 2020 un sistema operativo del tutto autonomo e diverso da Android. La notizia è arrivata direttamente da Richard Yu, capo della divisione consumer business del colosso di Shenzhen, a conferma delle indiscrezioni sono circolate nei giorni scorsi.
Una strategia che chiaramente è uno smarcamento da Android e dalle principali app che di fatto gestiscono gran parte delle funzioni degli smartphone in nostro possesso (basti pensare a Gmail e Youtube).
La mossa, scrive il Global Times, “riflette la strategia di Huawei di diventare indipendente e trovare soluzioni alternative” alle forniture di componenti hi-tech dopo l’ultima stretta alla vendita decisa dagli Usa che, al momento, sembrerebbe non coinvolgere partner di Huawei di altri paesi.
Dalla Panasonic, infatti, arriva una smentita ufficiale alle notizie circolate sulla possibile sospensione delle forniture alla cinese Huawei in seguito al bando Usa. In una nota dell’azienda giapponese, infatti, la Panasonic definisce “false” queste notizie e assicura che continuerà a vendere beni e servizi a Huawei, definito “partner importante”.











