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Udc alla resa dei conti in Puglia. I tre consiglieri regionali chiedono la testa di Salvatore Ruggeri

Arriva la resa dei conti nell’Udc Pugliese? La politica del doppio forno, con Forza Italia (per Lorenzo Cesa candidato) alle Europee, per il centrosinistra alle amministrative in gran parte dei Comuni, per Michele Emiliano a puntello della sua maggioranza con tanto di rappresentanza assessorile del segretario regionale Salvatore Ruggeri.

Ed oggi, dopo un risultato deludente, e dopo nemmeno un giorno dalla difesa a spada tratta dello stesso Ruggeri nei confronti di Gianluca De Leo, commissario di Lecce che aveva presentato le proprie dimissioni, sono i consiglieri regionali dei Popolari a chiedere, ufficialmente, la testa proprio dello stesso Ruggeri, parlando senza mezzi termini di uno scollamento insanabile tra l’azione di governo regionale e gli obiettivi politici del gruppo.

Mario Romano, Napoleone Cera e Giuseppe Longo hanno di fatto sfiduciato Ruggeri, chiedendo ad Emiliano la rimozione delle deleghe perché non si sentono più rappresentati in Consiglio.

Ruggeri attualmente è l’assessore al Welfare della Regione Puglia, nominato da Emiliano dopo la scomparsa di Totò Negro.

E l’analisi politica dei tre consiglieri regionali non fa sconti a nessuno, tanto meno al segretario regionale del partito di Cesa.

“I sottoscritti, Cera Napoleone, Longo Peppino, Romano Mario, componenti del Gruppo dei Popolari in Consiglio Regione Puglia, confrontandosi sull’analisi dei risultati elettorali delle Europee e delle elezioni comunali che hanno visto interessati i capoluoghi di Provincia, in particolare Bari, Foggia e Lecce, hanno preso atto della parcellizzazione del consenso in grani parte dovuta a una serie di fattori che hanno finito per influenzare negativamente l’esito del voto popolare”.

“La sempre più evidente perdita di fiducia – sottolineano – nei partiti tradizionali, non più capaci di essere contenitori di istanze territoriali e di farsi promotori delle esigenze della comunità, ha vanificato il messaggio alla base della coalizione dei Popolari che governa in Regione.
A questo deve aggiungersi il risultato delle elezioni europee ottenuto dall’on. Cesa, che in Puglia ha totalizzato 15.551 voti. Risultato che non rende giustizia al lavoro svolto sui territori, nella consapevolezza che l’UdC ha rinunciato al suo simbolo per confluire nella lista di Forza Italia. Scelta che, nonostante la presenza del segretario nazionale, ha disorientato il tradizionale bacino elettorale di un partito moderato e popolare che ama riconoscersi nello Scudocrociato”.

“Al dato elettorale, occorre aggiungere un’analisi organizzativa-politica che coinvolge gli organi nazionali, ma non può prescindere da una sintesi efficace sul territorio regionale, dove la coalizione dei Popolari, pur avendo in Giunta, un assessore di riferimento, nella figura del sen. Salvatore Ruggeri, si è ritrovata spesso a rincorrere provvedimenti e atti che non venivano mai portati all’attenzione del Gruppo (circostanza che certifica di fatto un’autonomia nell’azione che non può più essere tollerata), e a continuare a pagare un dazio sui territori da parte di chi è in Consiglio Regionale su mandato popolare.
Tutto questo spiega, a fronte di un impegno sul territorio, le mancate risposte in termini di consenso elettorale, visto che è mancato anche ogni tipo di supporto da parte del coordinatore regionale, incapace di farsi promotore d’iniziative che avrebbero chiamato a raccolta l’elettorato moderato e tradizionalmente riconducibile allo Scudocrociato.
Superando il dato della organizzazione del partito, occorre evidenziare che il Gruppo Popolari ha dovuto prendere atto del fallimento dell’azione politica del suo assessore, incapace di rendersi punto di riferimento delle istanze territoriali e muovere a un maggiore coinvolgimento dei componenti del Gruppo Popolari”.

“Il Gruppo Popolari non ha bisogno di uomini soli al comando o di politiche personalistiche, ma di recuperare uno spirito federativo e partecipativo che è stato alla base della presentazione della coalizione nel 2015 a sostegno della candidatura, poi vittoriosa grazie anche al contributo dei Popolari, di Michele Emiliano alla guida della Regione Puglia. Invitano, pertanto, l’assessore Ruggeri a rassegnare le proprie dimissioni e, in subordine, chiedono al Presidente Emiliano la revoca della delega, non rappresentando più il Gruppo Popolari in Regione Puglia”.

E da Forza Italia ironizza Nino Marmo, che punt al’indice sull’ennesima anomalia politica tutta pugliese, con commistioni di coalizioni ed alleanza che rendono poco chiara la situazione e che, nel caso dell’Udc, si sono rivelate all’esito delle urne non certamente soddisfacenti.

“Oggi il Gruppo dei Popolari, di cui ‘dovrebbe’ far parte l’assessore Salvatore Ruggeri, ne chiede pubblicamente le dimissioni. Ruggeri, dal canto suo, fa finta di niente anche dopo aver votato Forza Italia alle Europee, con Cesa candidato. Intanto, l’assessore Di Gioia ha apertamente e ufficialmente sostenuto la Lega alle comunali di Foggia e alle Europee. Tutti restano in Giunta con Emiliano, eppure tutti hanno votato centrodestra nelle ultime competizioni elettorali. Questo è un caos vero ed è chiaro che, poi, il centrosinistra non riesca a produrre alcun intervento per i pugliesi, tra costanti mal di pancia interni e ripicche. Ormai, questa regione porta una firma precisa: M.E., come ‘Manicomio Emiliano’”.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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