Si é da qualche giorno conclusa la 76ª mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, e la domanda che continuo a pormi è: perché tutti questi influencer o pseudo tali sul red carpet?
Perché accanto a Brad Pitt sfila Ilaria Teolis (per chi non lo sapesse, è quella che nella scorsa edizione di Temptation Island voleva tagliare le mani al fidanzato infedele)?
Perché accanto a Julie Andrews sfilano Andrea Dal Corso e Teresa Langella (coppia formatasi a uomini e donne). E potrei continuare per ore.
Non lo faccio perché mi toccherebbe specificare i meriti artistici di tutti questi personaggi social.
Perché? In realtà il motivo c’è, ed é facilmente intuibile.
Sono gli sponsor che invitano gli influencer a sfilare con vestiti o prodotti propri, in cambio di qualche scatto e “storia” da postare su Instagram. Premetto che non sono una “hater”, e che alcuni di loro li seguo anche. Posto che alcuni influencer sono davvero bravi e professionali in quello che fanno (perché negare che sia un lavoro vero e proprio?). Quello di cui davvero non mi capacito è come sia possibile che tutto si riduca all’engagement che questi personaggi producono.
Mi spiego meglio.
Che l’influencer “venda” la propria immagine online per sponsorizzare dei brand é cosa notoria. Che i brand guadagnino molto di più “sfruttando” la loro immagine, pure. La nota che stride, tuttavia, é come sia possibile che una kermesse di tale prestigio ed importanza si presti alla più banale legge del mercato: la quantità.
Questi personaggi, infatti, fanno sì che molta più gente si interessi all’evento. Mi si potrebbe rispondere che gli influencer hanno una loro fetta di pubblico, sono diventati famosi, dunque sono legittimati a sfilare ad un evento del genere.
Ma se dicessi che alcuni di loro neanche hanno l’invito a guardare i film in presentazione? Quale sarebbe l’apporto di questi personaggi all’evento?
Se non la mera sponsorizzazione di sé e del brand che li invita. Come se ci fosse bisogno di loro per ricordare al mondo che per il 76mo anno di fila si terrà la mostra del cinema di Venezia.
Non sono chiamati a vedere il film, tanto meno ad esprimere una loro opinione.
Avevamo davvero bisogno di vedere questa parata di egoriferiti (con alcuni vestiti di dubbio gusto) che per l’occasione si saranno sentiti anche dei divi del cinema oltre che del web?











