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Fiera del Levante, una edizione 2019 che alla fine ha soddisfatto gli espositori

Tra qualche problema legato al maltempo nel giorni scorsi e la voglia di “trovare” chissà cosa, a volte delusa, la Fiera del Levante si è dimostrata ancora una volta, quella che è, una grande festa popolare, dove passeggiare tra gli stand, dove fare qualche buon affare e dove ritrovare quasi puntualmente sempre le stesse cose.

Tanti gli appuntamenti e gli incontri, con un occhio particolare, nell’edizione del 2019, all’ambiente e ad una economia sostenibile capace di guardare al futuro del mondo.

Ed è un bilancio tutto sommato positivo per l’83esima Campionaria Generale Internazionale, che nel corso dei nove giorni è riuscita a soddisfare sia i visitatori che gli espositori.

Cibo, birra e vino protagonisti della kermesse. “Quest’anno – racconta Paola, imprenditrice del mondo della birra ­– abbiamo raddoppiato la nostra    presenza. Abbiamo venduto più di 5mila litri di birra, la gente è sempre più curiosa delle birre artigianali. A parte i numeri, siamo soddisfatti per l’organizzazione della Fiera, spettacolare lo spettacolo delle luci. Abbiamo notato più cura nei dettagli e un miglioramento nella comunicazione, che ha permesso un afflusso maggiore”.

Nel padiglione della Sicilia, record per gli arancini con oltre 20mila pezzi venduti. Apprezzatissimo nel padiglione dell’Agroalimentare  il “cono del terrone”, un mix di prosciutto, formaggi, salami calabresi e olive, comprato da oltre 15mila visitatori.

E lunghe file davanti allo stand di “Inchiostro di Puglia”, la community social che è stata capace di unire i pugliesi di tutto il mondo sotto la frase “La Puglia è uno stato d’animo” e che ha venduto migliaia di magliette con frasi personalizzate tipiche del nostro idioma.

Tra gli articoli più venduti nel padiglione della nazioni il boomerang ungherese con quasi 2mila pezzi venduti. Bene anche i fischietti peruviani, le pashmine nepalesi, gli incensi indiani e i tappeti egiziani. “È   stata la mia seconda Fiera del Levante – racconta Momar, che arriva dal Senegal –, la prima è stata cinque anni fa. Questa volta è andata sicuramente meglio, abbiamo venduto moltissime fasce di stoffa etniche”.

L’Automotive ha registrato presenze di visitatori – e centinaia di autovetture vendute – da tutte le regioni del Mezzogiorno e anche da Roma. Preso d’assalto dalle donne il padiglione Mediterranean Health & Beauty, dedicato alla bellezza. “Ci possiamo ritenere soddisfatte – dice Tiziana – dell’organizzazione dell’affluenza della clientela. La nostra azienda commercializza apparecchiature per centri estetici, realizziamo SPA e ci occupiamo anche della progettazione. Siamo qui presenti già da sette anni, ma quest’anno non abbiamo mai avuto un attimo libero, siamo stati sempre occupati. Ben vengano fiere come questa”.

Non solo vendite. La Campionaria è anche una preziosa vetrina per le start up e le imprese dell’innovazione. Un riscontro estremamente positivo proviene dagli spazi “Handmade” del Padiglione 110. “Mi ha colpito – racconta una espositrice – che i visitatori, entrando in questo padiglione, hanno assaporato questo vento di novità. Sicuramente abbiamo contribuito ad innalzare il livello culturale perché abbiamo parlato tanto di bio-sostenibilità e green building”.

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Redazione
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