La giornata di oggi, per molti versi, è uno snodo importante di questa fase della legislatura. Sul piatto della bilancia il voto per la riduzione del numero dei parlamentari. Una riforma fortemente voluta dal M5S, con Luigi Di Maio che non nasconde la possibilità di un voto trasversale, con anche parte dell’opposizione che vede di buon occhio questa operazione.
E tuttavia non sono poche le perplessità per i vantaggi reali che comporterebbe avere qualche decina o centinaia di Onorevoli e Senatori in meno, senza una congrua e coerente riforma dell’intero sistema politico.
E dai banchi della maggioranza il parlamentare barese del Partito Democratico Ubaldo Pagano affida ai social il suo voto favorevole, anche se senza convinzione, ma soltanto per un allineamento alle dinamiche della maggioranza. Motivandolo con una serie di punti che contestualizzano il problema in un progetto di riforma complessivo e che, soltanto con il voto di oggi senza null’altro sapere se non generici impegni di “faremo” e “vedremo” non risolvono, affatto, il problema.
Ecco il testo scritto dell’onorevole Pagano.
“Oggi siamo chiamati a votare definitivamente la legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari e pur sapendo di sottopormi alla gogna social ho deciso di rassegnare il mio punto di vista. Sì perché non sono convinto per nulla che stiamo facendo una scelta utile al Paese e soprattutto al futuro della democrazia italiana perché riduciamo di molto la possibilità per molti Territori di avere dei rappresentanti per far sentire la loro voce nei luoghi in cui si assumono le decisioni. Non sono un tipo che amministra certezze, ma nel coltivare il dubbio ritengo di aver maturato alcune considerazioni sul tema:
1) questa riduzione non modifica in nulla il procedimento di formazione delle leggi perché non cambia il bicameralismo perfetto che fa passare la medesima proposta di legge da entrambi i rami del Parlamento fino a quando non viene approvata nella stessa formulazione e quindi non rende più efficiente il sistema legislativo;
2) non ci allinea agli altri Parlamenti europei nè in termini numerici (in Inghilterra, Francia, Germania e Spagna ci sono molti più rappresentanti rispetto al numero di abitanti)
3) rappresenta un’ulteriore ferita alla democrazia rappresentativa dopo aver già eliminato l’elezione diretta dei rappresentanti nelle Province e ridotto il numero dei consiglieri comunali e regionali.
Ovviamente tutte le obiezioni opposte e contrarie potrebbero essere valide ma i punti tratteggiati sopra penso siano oggettivi.
Ed allora se il senso di tutta questa furia riformatrice costituzionale era la riduzione dei costi della politica e specificatamente delle Istituzioni sarebbe bastato dimezzare gli stipendi dei parlamentari (da valutarne l’opportunità ma almeno non avrebbe ristretto gli spazi di rappresentanza dei Territori). Io invece resto convinto che si sarebbe dovuto:
A) eliminare il bicameralismo perfetto facendo in modo che restasse una sola Camera, o al massimo due Istituzioni con compiti differenti ed un numero inferiore;
B) dare piena attuazione all’art.49 della Costituzione favorendo processi trasparenti di partecipazione alla vita politica attraverso la valorizzazione dell’impegno nei corpi intermedi (partiti, associazioni, comitati);
C) riformare il sistema delle liste bloccate alle elezioni che non rende la persona eletta riconoscibile dal corpo elettorale e finisce per rendere l’eletto più legato al capo che lo ha scelto che agli elettori che lo hanno votato;
Penso che stiamo facendo l’ennesimo errore sull’onda della furia distruttrice di ogni forma di rappresentanza per immolarla sull’allarme degli umori del momento. Ma arriverà un momento in cui la consapevolezza di questi errori diventerà patrimonio maggioritario e probabilmente solo allora ce ne accorgeremo ma sarà troppo tardi. Ora la domanda più gettonata sarebbe: quindi voterai contro la riduzione oggi? Voterò a favore:
1) perché il mio partito ha chiuso un accordo con gli alleati di di Governo del M5S;
2)perché sarebbe inutile il contrario in quanto anche le opposizioni hanno annunciato il loro voto favorevole;
Ed anche perché probabilmente sono un po’ codardo: temo gli strali che mi pioverebbero addosso da tanti convinto che stia solo salvaguardando il mio fondoschiena.
Certo il sospetto di aver maturato le riflessioni di cui sopra per sopravvivere a lungo in Parlamento è semplice da alimentare. Ma chi mi conosce sa benissimo che non mi mancherebbe il lavoro. Peraltro ho avuto il privilegio di entrare in Parlamento abbastanza giovane e quindi mai avrei potuto pensare di restarci fino all’età del mio pensionamento lavorativo.
Voterò favorevolmente come “vogliono gli italiani” pur valutando che stiamo facendo una sciocchezza che pagheremo nel tempo: ecco questa è la “colpa” per cui vorrei mi ricordassero in futuro insieme a tutti questi novelli giuristi che oggi provano a fare i costituzionalisti. In questo momento consapevole di stare per assumere delle scelte sbagliate per il futuro della democrazia italiana, mi riempie il cuore il piccolo ventaglio che la mia piccolina mia donato ieri pomeriggio per “…sventolarlo nei pensieri spazzando via i problemi”, nella speranzosa certezza che anche Lei sia in quella generazione cui dovremo chiedere scusa per le nostre scelte.
E adesso potete dare libero sfogo alle vostre riflessioni o alle vostre insoddisfazioni che spesso trovano sollievo vacuo nell’offendere l’altrui pensiero anche volgarmente”.
A noi sembrano, quelle dell’onorevole Ubaldo Pagano, riflessioni molto serie e meritevoli di attenzioni. Perchè tagliare senza riformare davvero, questo si, sarebbe molto populista e molto poco utile alla causa del rinnovamento della politica italiana.











