530mila euro di tagli dai vitalizi destinati alla ricerca in Puglia.
Questa mattina l’Ufficio di presidenza della Regione Puglia ha dato il via libera al finanziamento di 5 progetti di ricerca scientifica sulle malattie rare utilizzando i fondi risparmiati con il taglio di 250 pensioni di ex assessori ed ex consiglieri regionali pugliesi.
“Non solo abbiamo dato seguito a quanto previsto dalla legge, quest’oggi la Regione Puglia ha scritto l’ennesima pagina di buona politica e solidarietà”. Così il vicepresidente del Consiglio regionale, Peppino Longo, a margine dei lavori che hanno licenziato il provvedimento.
“Si tratta di 530mila euro di risparmi dal contributo di solidarietà sugli assegni vitalizi, così come previsto dalla legge 15/2018. A breve sarà pubblicato un bando per accogliere manifestazioni d’interesse da studiosi, scienziati ed esperti. I progetti più interessanti saranno selezionati da un’apposita commissione”.
“Abbiamo scritto una nuova pagina per i pugliesi. Dimostrando con atti concreti che, quando c’è la reale volontà politica, si possono ottenere grandi risultati: in Puglia il taglio ai vitalizi consentirà di sostenere progetti per la ricerca sulle malattie rare. Ogni euro risparmiato dai costi della politica servirà ad alimentare speranza nella cura e nella prevenzione”.
Esprime soddisfazione anche il consigliere regionale de La Puglia con Emiliano, Giuseppe Turco per il via libera dall’ufficio di presidenza del Consiglio regionale all’accantonamento di 563mila euro da destinare a progetti sulla ricerca”.
Si tratta di fondi provenienti dal taglio ai vitalizi, nel periodo compreso tra maggio 2018 e novembre 2019 che consentiranno di finanziare, tramite appositi bandi, almeno cinque progetti sulla ricerca, ciascuno dell’importo massimo di 100mila euro.
“Risorse vitali – sottolinea Turco – per sostenere il mondo scientifico considerando che secondo i dati in possesso del Coordinamento regionale sulle malattie rare, attivo da marzo 2010, ci sono ben 19mila e 300 pugliesi con diagnosi di una malattia rara. E la maggior parte di queste diagnosi è effettuata in età pediatrica”.
“Sono fiero di questa scelta del Consiglio regionale – spiega Turco – non in quanto politico, ma in quanto medico. La mia professione mi ha messo ogni giorno di fronte a pazienti, di qualunque età e di qualunque condizione sociale, che chiedono solo una cosa: poter essere assistiti e curati. Soprattutto se devono combattere con mostri e malattie su cui la medicina non ha ancora contezza nelle cure”.
“Ora mi auguro che anche a livello nazionale – conclude Turco – l’esempio della Regione Puglia sia di stimolo ad altre Regioni, dimostrando che non sono inutili carrozzoni ad uso e consumo della tanto vituperata casta”











