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Le opere di De Nittis per salutare i passeggeri in transito dall’Aeroporto di Bari

Accogliere i passeggeri in transito a Bari e quelli in partenza con una esposizione artistica di uno dei rappresentanti più importanti dell’arte pugliese. Si chiama ‘In viaggio con De Nittis‘ l’esposizione allestita nell’area partenze dell’aeroporto di Bari che accoglierà i passeggeri mettendo in mostra tre opere del pittore pugliese Giuseppe De Nittis.

L’iniziativa è stata realizzata da Aeroporti di Puglia e dal Comune di Barletta, città di origine del pittore impressionista.

L’intento è quello di promuovere le eccellenze culturali pugliesi e, in questo caso, il valore della preziosa collezione De Nittis, per integrare le infrastrutture aeroportuali con il territorio.

La mostra è stata inaugurata ieri mattina dal Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dall’Assessore al Turismo della Regione Puglia, Loredana Capone, dal Sindaco di Barletta, Cosimo Cannito e dal Vice Presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Vasile.

Le opere selezionate per questa mostra raffigurano elementi importanti della produzione artistica di Giuseppe De Nittis, i paesaggi pugliesi e i ritratti, su tutti quelli dell’amata moglie Léontine Lucile Grouvelle, la sua Titine.

Paesaggio con fenicotteri, olio su tavola (1873). E’ stato realizzato in Francia, dopo il lungo soggiorno dell’artista in Italia, causato dalla guerra franco-prussiana. Nella parte superiore della tavola predomina un ripido pendio di cespi d’erba, di alte betulle e di felci. In primo piano viene raffigurato un ruscello dalle acque chiarissime, il cui fondo è coperto di pietre. Quasi sulla riva, due eleganti fenicotteri colorano di un rosa tenue il paesaggio silvestre. Il formato del quadro, alto e stretto, raro nell’opera di De Nittis, ne aumenta il valore.

Primavera, olio su tela (1879). Offre una visione della campagna pugliese solare e serena, resa con pennellate rapide, in cui compaiono mandorli in fiore, un terreno arido e sassoso, un trullo per attrezzi agricoli, con uno scorcio di mare sullo sfondo, animato da una luce primaverile. L’opera fu realizzata probabilmente in uno degli ultimi soggiorni pugliesi del maestro, dopo che nel marzo 1879 tornò nella sua città natale, per ricevere una medaglia d’oro coniata dal Comune di Barletta in suo onore, per celebrare i successi ottenuti nell’Esposizione Universale di Parigi del 1878.

Busto di donna con cappellino, olio su tela, ritratto della consorte Léontine e musa ispiratrice dell’artista. “Ella mi è stata compagna, amica, modella e moglie”, si legge nel diario di De Nittis. La donna in questo dipinto si rivela in una dimensione intima e confidenziale, ha il volto inclinato e flesso in avanti, lo sguardo appena velato da una lieve malinconia.

La collezione a Palazzo Della Marra

Queste opere fanno parte della collezione De Nittis ospitata nel Palazzo Della Marra, esempio di barocco pugliese, con la sua preziosa loggia affaciata sul mare, sede della Pinacoteca comunale Giuseppe De Nittis.

Sono oltre 200, fra oli, pastelli, acquerelli, incisioni e disegni, le opere esposte e custodite in quello scrigno prezioso, donati alla città natale dell’artista nel 1914 dalla vedova Léontine Grouvelle. La Pinacoteca, nota anche come Casa De Nittis, si sviluppa sui due piani del Palazzo Della Marra, occupando le eleganti sale che ospitano le opere del maestro suddivise per tematiche: Un’idea di Paesaggio. Le Opere del primo periodo; Paesaggi pugliesi e napoletani, Marine;   Parigi, la Francia, Londra;   La neve, la nebbia, vedute atmosferiche;

Il viaggio in Svizzera nel 1881; Le corse ad Auteuil ea Longchamp; Il Giapponismo; Gli affetti; Dans le monde; Ritratti e figure di donne; Bozzetti e quadri non finiti.

In una delle sale è possibile, inoltre, ammirare alcuni acquerelli e numerose incisioni dell’artista, per lo più in ritratti maschili e femminili.

La biografia di Giuseppe De Nittis (Barletta, 1846 – Saint Germain en Laye, 1884

Dopo l’apprendistato con il maestro barlettano Giovanni Battista Calò, di scuola partenopea, nel 1861 si iscrisse all’Istituto di belle arti di Napoli. Espulso per indisciplina, nel 1863 fondò, con Marco De Gregorio, Federico Rossano e Adriano Cecioni, la Scuola di Resina, ispirata a una pittura rigorosamente dal vero, eseguita en plein air.

Nel 1864 fece la prima apparizione ufficiale alla III Promotrice napoletana con due quadri dallo stesso titolo: L’avanzarsi della tempesta. Nello stesso periodo realizzò una serie di opere dedicate al paesaggio meridionale, pugliese e napoletano. Particolarmente significativi Sulle rive dell’Ofanto (1866), Casale nei dintorni di Napoli (1866) e Ofantino (1866). Nel 1867, durante un soggiorno a Firenze, riscosse grande successo presso i macchiaioli che nella sua arte vedevano realizzarsi le loro tesi artistiche. Dopo una breve permanenza a Parigi, vi si stabilì definitivamente nel 1868 e nel 1869 sposò Léontine Grouvelle che seppe trasformare la loro casa nel luogo di incontro dei più noti intellettuali, collezionisti e artisti dell’epoca, da De Goncourt a Zola, da Manet a Degas. Nei primi anni parigini, influenzato da Gérome, Fortuny e Meissonier e dal desiderio di successo, cominciò a dipingere scene di genere in costume, ma abbandonò presto questa tendenza tornando, a seguito di un soggiorno in Italia (1870/1873) impostogli dalla guerra franco-prussiana, a dipingere limpidi paesaggi e assolate marine. Di straordinaria importanza la serie di studi su tavole del Vesuvio in eruzione eseguiti nel 1872 in condizioni atmosferiche e di luce diversissime, in cui si assiste a un attento processo di semplificazione formale e cromatica, in continuità con i paesaggi del Tavoliere delle Puglie. Tornato a Parigi espose sistematicamente al Salon e ritrasse i ritmi frenetici e i ritrovi mondani della Ville Lumière, guadagnandosi l’appellativo di “pittore delle parigine”.

Nel 1874 partecipò alla prima mostra degli impressionisti, allestita nello studio del fotografo Nadar. Nello stesso anno si recò per la prima volta a Londra dove tornò con regolarità fino al 1882. Nella metropoli britannica entrò in contatto con collezionisti e commercianti d’arte, fra i quali il banchiere Knowles, e realizzò straordinarie vedute come Trafalgar Square, Piccadilly e Westminster che gli valsero grande successo e la Legion d’Onore all’Esposizione Universale di Parigi nel 1878.

Nel 1881 espose al Cercle Des Mirlitons, a Parigi, un gruppo di pastelli di grandi dimensioni, tra i quali il trittico Alle corse di Auteuil. Della sua produzione meritano di essere ricordate le opere eseguite sotto l’influenza dell’arte giapponese, quali Il kimono color arancio, Signora sul divano rosso, Il paravento giapponese e le pitture su ventaglio (quattro di esse conservate presso la Pinacoteca De Nittis a Barletta).

Nell’ultimo periodo, prima che la morte lo cogliesse improvvisamente a soli 38 anni, diede vita a una serie di grandi capolavori, fra i quali Il salotto della principessa Mathilde (1883), La guardiana delle oche (1884) e Colazione in giardino (1884).

Léonce Benedite, per lungo tempo conservatore del Lussemburgo (oggi Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Parigi), scrisse di lui: “Nessuno può immaginare, oggi, di quale straordinaria notorietà godesse, da vivo, questo artista”.

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Redazione
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