Quanto sono cambiate le auto nel corso degli anni? Troppo spesso ci si abitua alle nuove tecnologie tanto che poi si rischia di dimenticare come fosse diverso prima. Succede in tutte le cose della vita e succede soprattutto con le auto che negli ultimi trent’anni, per esempio, hanno fatto passi da giganti con evoluzioni quotidiani. Oggi le auto sono super sofisticate e iperconnesse. Guidare o viaggiare oggi è più facile e più sicuro. Ma quanti di noi ricordano gli starter della fiat 500 o le autoradio estraibili? E chi ha mai provato a parcheggiare senza servosterzo o a frenare in tempo ad evitare un patratac senza servofreno?

Una carrellata di componenti e caratteristiche delle auto che possiamo ormai definire d’epoca l’ha stilata CarGurus uno dei principali marketplace online di auto a livello globale. Fondata nel 2006 negli Stati Uniti, l’azienda è arrivata in Italia solo nel 2018 dopo il notevole successo registrato negli States grazie anche ad una tecnologia proprietaria basata su algoritmi di ricerca e analisi dei dati per portare fiducia e trasparenza nell’esperienza di acquisto online di auto e aiutare gli utenti a fare grandi affari con i migliori rivenditori. Oltre a Italia e Stati Uniti, CarGurus è presente in Canada, Regno Unito, Germania e Spagna. Il sistema di CarGurus consiste nell’aiutare gli acquirenti di auto a cercare tra gli annunci locali e trovare rapidamente le migliori offerte dai migliori venditori.

Ma ecco i sette componenti delle auto di una volta che rischiano di essere dimenticati in fretta:

1. Servosterzo, questo sconosciuto

Oggi immaginare un’auto senza questo componente è follia. Comodo ed irrinunciabile, il servosterzo ormai è di serie in tutte le auto prodotte ma, senza andare troppo indietro nel tempo, negli anni Novanta non averlo era molto diffuso e che fatica girare e rigirare lo sterzo a destra e manca per parcheggiare la propria auto.

 

2. Aria manuale

L’impresa non era facile. Con un po’ di esperienza ci si riusciva a primo colpo ma spesso dovevi provare e riprovare: una seccatura in una mattinata fredda e umida ma anche un innegabile senso di soddisfazione nel maneggiare la levetta dello starter per far girare il motore senza strappi. La levetta dell’aria che arricchendo la miscela aria/benzina consentiva l’accensione è ormai un componente del tutto scomparso nelle auto moderne.

 

3. Autoradio

HD : using tape cassette a car

Anche qui è cambiato tutto. Prima avere una radio in auto voleva dire portarsi in giro un mattone di almeno un mezzo chilo se non più. Poi sono arrivate le autordio con solo il frontalino estraibile e già il mondo si affrontava in modo diverso. Oggi l’autoradio è parte integrante delle auto. Sta lì e non la smuove nessuno. Anche i supporti che contenevano la musica sono cambiati. Oggi basta connettere alla radio un cellulare o una memoria esterna ad un lettore mp3 per avere un database sterminato. Ma fino agli anni 2000 per ascoltare la propria musica preferita si usavano le musicassette, oggetto di plastica rettangolare con un nastro magnetico su cui venivano incise le canzoni. Chi non è mai impazzito a riavvolgere il nastro uscito fuori dai binari? Selezionare una canzone da ascoltare era un esercizio che richiedeva ottime doti di tempismo e precisione per sceglie il punto esatto dove far partire il nastro. Oggi sarebbe una perenne provocazione all’autocontrollo e alla pazienza di ciascuno di noi.

 

4. Fari a scomparsa

DeTomaso Pantera

Anche il sistema di illuminazione è cambiato tanto per garantire maggiore visibilità e sicurezza. Fino a qualche anno fa la strada migliore per cercare una linea sportiva e grintosa consisteva nell’utilizzo dei fari a scomparsa. Le normative più rigide per la sicurezza dei pedoni hanno decretato la fine di questo sistema.

 

5. Niente servofreno

Una buona e tempestiva frenata è sinonimo di sicurezza. I sistemi moderni progettati dalle case automobilistiche sono tanti ma il primo sistema che aiutava il guidatore nell’azione di rallentamento del mezzo fu servofreno. Prima di allora l’unica soluzione era premere a fondo e sperare che l’auto si arrestasse prima di urtare qualcosa o qualcuno. Se si aggiunge all’equazione l’assenza del servosterzo, persino guidare una mini-berlina come la Mk2 Volkswagen Polo era meglio che andare in palestra.

 

6. Tettuccio apribile manuale

Oggi con l’elettronica tutto è più semplice, lo abbiamo già detto. Ma prima dell’avvento della tecnologia quanto era complicato “scoprire” l’abitacolo? Servivano chiavistelli, maniglie, pistoni e perni. In alcuni casi, il tettuccio si poteva non solo inclinare, ma anche togliere del tutto – chiaramente, una volta rimontato, le perdite erano assicurate.

  

7. Tettuccio semi-rimovibile

Fiat x 1/9

 

Altro tipo di tettuccio estraibile era quello delle auto con il cosiddetto T-bar (o T-top), il tetto rigido dell’auto era appoggiato tra il cristallo anteriore e una barra al centro. L’idea era quella di combinare il meglio delle coupé (sicurezza, eleganza e via discorrendo) con il fascino delle cabrio. I T-bar sono generalmente associati alle auto americane (la Chevrolet Corvette su tutte), ma un esempio tutto italiano di cui abbiamo già scritto era la Fiat x1/9.

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Fabio Paparella
Giornalista pubblicista dal 2008. Ha scritto per Cuore Impavido (periodico universitario), Puglia d'oggi e Puglia in che dirige dal 2009. Appassionato di Puglia e innamorato di Bari, dove vive e lavora come funzionario Anci Puglia. Fondatore dell'associazione Scritture digitali. Cerca qualcuno disposto a cambiare insieme lo stato delle cose...