Tutelare gli utenti svantaggiati significa, per un Comune, mettere in atto buone pratiche come quelle di non far pagare i parcheggi cittadini ai veicoli che espongono i talloncini per disabili. Come succede a Monopoli. Ma è anche vero che servono controlli continui perchè di questa facoltà non se ne faccia un abuso, o peggio, un uso illegittimo a danno poi dei veri disabili.
Anche per questo la Polizia Locale è sempre molto attenta nel controllo delle aree di sosta dedicate ai disabili e non solo: sono oltre mille le sanzioni elevate nei primi nove mesi dell’anno per soste irregolari sui marciapiedi, sugli scivoli, sulle fermate dei bus, sulle piste ciclabili, ad esclusiva tutela degli utenti deboli.
Nei giorni scorsi, in un controllo di routine la pattuglia territoriale di Monopoli si è imbattuta in un contrassegno per disabili, all’apparenza valido. All’occhio dei due agenti, tuttavia, non sono sfuggiti alcuni particolari del pass, non identificabili dai più, che lasciavano qualche dubbio sull’autenticità del titolo esposto sul parabrezza del veicolo, parcheggiato in Piazza Manzoni, in zona di sosta a pagamento. Fatta la visura della proprietà del mezzo, gli agenti si sono accorti che l’auto era intestata alla figlia di un imprenditore della zona.
Raggiunto l’imprenditore, prima negava di avere la disponibilità del mezzo: quando gli agenti gli hanno fatto intendere che avrebbero provveduto al sequestro del veicolo in attesa dell’arrivo del proprietario, l’imprenditore, dopo le rimostranze di rito, ha consegnato agli agenti il contrassegno che da un controllo più attento è risultato evidentemente falso, nonostante fosse stato molto ben riprodotto, a colori e con l’ologramma e il timbro del Comune di Monopoli, Area Polizia Locale.
Dei fatti è data comunicazione all’autorità giudiziaria; nel corso delle indagini si dovrà accertare anche l’autore materiale del falso certificato. In concorso con il reato di falso, si potrebbero ipotizzare e contestare anche altri reati, tra cui sicuramente la truffa ai danni del Comune, in quanto il soggetto, dovendo pagare il ticket, vi si sottraeva con l’esposizione del pass falso.
Il Comandante della Polizia Locale Michele Cassano, ricorda che l’art. 489 del codice penale disciplina il reato di uso di atto falso, prevedendo le stesse sanzioni indicate dagli artt. 476, 477 e 478 c.p. per chi, senza essere concorso nella falsificazione di un atto operata da un privato, faccia uso di tale documento. Tale norma è posta a presidio non solo della fiducia della collettività nella genuinità dei documenti, ma anche della funzione e dello scopo tipico dell’atto su cui ricade l’attività illecita e punisce chi si avvale di un documento artefatto, rappresentandosi e volendo usarlo come se fosse veritiero e genuino.











