In occasione del centenario dell’acqua pubblica (19 ottobre), mercoledì 4 dicembre è stato presentato al Palazzo dell’Acquedotto Pugliese di Bari, il progetto editoriale Acqua. Madre della vita, (Adda editore, inserita nella linea editoriale ”Leggi la Puglia” del Consiglio Regionale della Puglia) alla cui creazione hanno partecipato diversi docenti e ricercatori.
L’OPERA
L’opera è composta da tre volumi che sono il frutto di un’approfondita ricerca effettuata negli archivi storici di AQP negli anni 1924- 1939 sul palazzo dell’ Acquedotto. Il primo, dal titolo “Il Palazzo dell’Acquedotto pugliese nell’architettura italiana del Novecento”, approfondisce le conoscenze attorno al palazzo di Via Cognetti sede storica dell’Acquedotto; il secondo, “L’archivio dei disegni di Cesare Brunetti”, prende in esame aspetti riguardanti l’imponente opera ingegneristica, mentre il terzo volume, “Alle fonti del Sele”, è la raccolta dei reportage che Giuseppe Ungaretti in veste di inviato scrisse per la Gazzetta del Popolo.
A moderare l’evento ci ha pensato la giornalista Monica Setta, con i saluti istituzionali del Presidente dell’Acquedotto Pugliese, Simeone di Cagno Abbrescia e il Presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo con la presenza del grande critico d’arte Philippe Daverio.
La presentazione dei tre volumi rappresenta un evento di alto valore scientifico e culturale, destinato a rilanciare, secondo il presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, l’immagine della Puglia non solo in Italia, ma soprattutto all’estero con lo scopo di esaltare quella che è diventata la più straordinaria opera dell’ingegno umano nel sud Italia.
GUARDA LA PHOTOGALLERY
Opera che sorge nel 1931, progettata dall’ingegnere Cesare Brunetti con le importanti decorazioni e arredi ideati dell’artista romano Duilio Cambellotti.
Tale progetto editoriale rappresenta la storia non solo del palazzo dell’ Acquedotto Pugliese, simbolo dell’avvento dell’acqua in Puglia, ma la storia della nostra regione e di tutti noi pugliesi, alle cui spalle di questa narrazione c’è il grande poeta e scrittore del ‘900 Giuseppe Ungaretti, inviato della Gazzetta del Popolo che da Torino arriva in Puglia nel 1934 con la sua magnifica poetica: “io corro dietro l’acqua in su e in giù, dal Gargano a Caposele” che lo porterà a scrivere una delle sue più importanti opere, “il Deserto e il dopo” edito nel 1961. Lo stato d’animo del poeta assume il tono di un pellegrinaggio compiuto fino alle limpide sorgenti del Sele, le cui acque hanno portato la nostra regione, inaridita dalla sete, ad assumere il tono di una terra promessa, grazie allo sforzo del lavoro compiuto dal popolo pugliese.
Lo storico Philippe Daverio conclude affermando che “l’acqua è madre della vita, in quanto non dobbiamo mai dimenticarci che anche l’acqua pubblica è un’importante invenzione dell’uomo che ha portato a mutazioni sociali importanti nel sud del nostro paese”.
Ricordiamo che tutte le pubblicazioni sono edite, oltre che in formato cartaceo, anche in formato digitale scaricabili gratuitamente sul sito di Teca del Mediterraneo, così da rendere fruibili i contenuti anche oltre i confini regionali.











