Un monitoraggio delle strutture a rischio in Puglia è stato messo in cantiere, ma al momento la partecipazione è stata molto limitata da parte dei Comuni che, per le strutture di propria competenza, avrebbero dovuto inviare le schede ad Asset Puglia ormai quasi un anno fa.
E tutto sommano ad oggi non è possibile dire esattamente quali ponti, cavalcavia e viadotti sono pericolosi, quali sono meritevoli di attenzione e monitoraggio e quali, di conseguenza, devono essere le priorità degli interventi in caso di criticità conclamate.
Il monitoraggio ed eventuali criticità riscontrate su ponti, viadotti, cavalcavia ferroviari e altre infrastrutture in Puglia, sono stati oggetto di audizione in V Commissione presieduta da Mauro Vizzino.
La richiesta di avere notizie in merito al Piano di monitoraggio relativamente allo stato di conservazione e manutenzione delle opere infrastrutturali pugliesi, avviato dalla Regione a seguito del crollo del ponte Morandi, è stata avanzata dal capogruppo di FdI Ignazio Zullo.
Ai lavori ha partecipato il dirigente di ASSET Puglia l’ingegnere Giuseppe Garofalo, il quale ha relazionato nel merito al posto dell’assessore regionale ai lavori pubblici Giovanni Giannini.
Il dirigente di ASSET ha evidenziato che subito dopo il crollo del ponte di Genova, si è svolto un tavolo tecnico istituito dall’assessore Giannini, che ha coinvolto i Comuni dell’Anci, l’Anas, i Consorzi di bonifica, l’Aqp e i gestori ferroviari di strade, ponti e binari, con l’obiettivo di stilare un rapporto completo sullo stato delle infrastrutture pugliesi, per elaborare poi un piano di intervento. A seguito di ciò, per il tramite dell’Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile, è stata inviata a tutti i Comuni una scheda tecnica di ricognizione accompagnata da un vademecum contenente una serie di campi da compilare, riguardanti la tipologia dell’infrastruttura, la classificazione dell’intervento, le modalità adottate per l’inserimento delle strutture nelle pianificazioni territoriali ed il grado di priorità attribuito rispetto alle loro esigenze.
Questa scheda è stata inviata da ASSET il 12 ottobre 2018 a tutti i Comuni pugliesi, i quali avrebbero dovuto rispondere entro la fine del mese di febbraio 2019. Considerata la loro scarsa partecipazione, è stata fatta ulteriore proroga per la presentazione della scheda, ma nonostante ciò, su 257 Comuni hanno risposto appena 31. Sulla base degli elementi a disposizione, relativamente a quanto contenuto nei vademecum delle amministrazioni locali, ASSET ha omogeneizzato i dati stilando un elenco delle infrastrutture con il relativo fabbisogno economico stimato.
L’impegno dell’assessore Giannini è di fare una approfondita analisi dei dati, per poter inserire nella prossima programmazione le risorse finanziarie necessarie.
Secondo il consigliere Zullo, considerato che il lavoro svolto è tutto in itinere, sarebbe opportuno interessare tutto il Consiglio regionale per sensibilizzare i diversi attori del territorio pugliese, in virtù della scarsa collaborazione dei Comuni. Per il consigliere Damascelli (FI) è necessario capire il motivo per il quale le amministrazioni comunali non hanno risposto alla comunicazione di ASSET e cercare di non perdere altro tempo perché è a rischio l’incolumità pubblica.











