HomePoliticaNewco AQP, Amati: “Che confusione. Un comitato elettorale travestito da CdA”

Newco AQP, Amati: “Che confusione. Un comitato elettorale travestito da CdA”

“Sulla nuova società AQP con i privati, i Comuni, i Sindacati e l’ANCE hanno rivolto la stessa domanda ricevendo però tre risposte diverse. Siamo in piena confusione. In caso di elezione a presidente della Regione chiuderò il Comitato elettorale travestito da CdA, nominando un amministratore unico normale, cioè esperto di aziende di servizi pubblici”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, con riferimento all’ipotesi di costituzione di una società pubblico-privato per la ricerca perdite e il risanamento delle reti.

Proprio sull’Acquedotto Pugliese e sulla Newco che vedrebbe investimenti fatti insieme a privati in una società pubblico-privata si stanno registrando le maggiori distanze tra l’attuale presidente ed il consigliere Amati, entrambi in corsa nelle primarie del centrosinistra.

“Sull’argomento – sottolinea Amati – della nuova società abbiamo sentito di tutto. Ogni giorno una cosa diversa. Una rassegna di informazioni a seconda dell’interlocutore – Comuni, Sindacati, ANCE – e sulla base di una domanda sempre uguale. Siamo partiti il 26 novembre con la conferenza stampa e con l’idea che la nuova società ‘provvederà alla realizzazione degli interventi in 94 Comuni pugliesi critici dal punto di vista delle perdite idriche nel comparto distributivo cittadino’, ‘nonché per la sostituzione di circa 1.600 chilometri di rete’ e che la nuova tecnologia portata dal socio privato sarebbe il ‘controllo globale delle reti mediante sensori di nuova generazione’. Abbiamo continuato con la comunicazione del 28 novembre, contenente la terribile confessione di un rischio sanzioni per ritardo (‘accelerare la realizzazione di interventi necessari, e prescritti, a pena di sanzioni salatissime, da parte dell’Autority del settore’) e la rassicurazione ‘che i lavori sulla rete saranno appaltati all’esterno’, cioè come è sempre avvenuto, e che il socio privato avrebbe cooperato nella progettazione degli interventi e nella gestione sulla rete”.

“A quel punto – prosegue Amati – qualcuno faceva osservare che la progettazione per i 637 milioni di lavori era già oggetto di appalto da parte di AQP e – addirittura – in fase di aggiudicazione; da quel momento dall’elenco delle attività oggetto della società di scopo scompariva pure la progettazione dei lavori per 637 milioni. La questione si faceva confusionaria e così insorgevano con preoccupazione i Comuni pugliesi, i Sindacati e l’ANCE. Allora, AQP cominciava a giocare con le note tre carte: ai Comuni provava a distribuire la carta con effetti valeriana, dicendo che si trattava di un’indagine preliminare di mercato e che comunque l’iniziativa sarebbe stata concordata e non avrebbe riguardato i lavori; ai Sindacati la carta con effetti anestetici, dicendo che si era solo nella fase dell’annuncio e che tutto sarebbe stato ancora definito; all’ANCE, invece, una carta con effetti ’red bull’, cioè l’eccitante degli appalti riservati alle imprese locali, come se vivessimo in un paese fermo alla preistoria del diritto”.

“È inutile dire che né Anci, né Sindacati, né ANCE se la sono bevuta. E mentre tutto ciò accade, una recentissima comunicazione del Presidente Di Cagno Abbrescia ci fa sapere che la nuova società si occuperà solo di dare supporto all’attività già in corso e su cui AQP è ’intensamente impegnata’. Qual è il supporto? La tecnologia d’avanguardia. Cioè? ‘I sensori di nuova generazione’. È così – conclude – siamo tornati, dopo due settimane, alle dichiarazioni del 26 novembre. Come nel gioco dell’oca”.

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Redazione
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