“Fitto? Una candidatura che dimostra come vent’anni siano passati invano per il centrodestra pugliese che ora è costretto a tornare a un “vecchio” nome. Non riescono a mettere insieme una nuova classe dirigente e peraltro se ho capito bene c’è un po’ di maretta. Ovviamente Fitto è una persona che rispetto e che potrà dare vita a un bella campagna elettorale”. Così Michele Emiliano intervenendo alla convention di Realtà pugliese, il movimento che fa capo al vicepresidente del Consiglio regionale, Peppino Longo.
Lo stesso governatore ha avuto per Longo parole di grande stima in particolar modo “per la trasparenza e la lucidità delle sue condotte: Pinuccio per me è un punto di riferimento ineludibile”.
In sala, tra gli altri, il sindaco di Bari, e presidente Anci, Antonio Decaro che ha sottolineato il ruolo dei primi cittadini “in prima linea sul territorio quali rappresentanti delle Istituzioni”. Con lui l’assessore comunale Vito Lacoppola e la consigliera Alessandra Anaclerio.
“Michele e Antonio sono gli unici amministratori in Italia, o comunque tra i pochi, che affacciandosi in questa atipica stagione politica hanno dimostrato non solo di saper parlare alla gente, ma anche di fare per la gente quel che è necessario nell’interesse della comunità. Io credo che la Puglia debba essere fiera di questa strada che è esattamente l’opposto di quella del populismo fine a se stesso”, ha detto il vicepresidente del Consiglio regionale.

“Abbiamo bisogno di amministratori che stanno investendo nella reale lotta alla povertà, che abbiano il coraggio di rinsaldare un sistema sanitario e di solidarietà a chi soffre pur mettendo in conto sacrifici ma senza farsi sopraffare dal timore. Abbiamo bisogno di chi punta sulla tutela dell’ambiente con atti concreti verso la decarbonizzazione di industrie venefiche;  di chi lotta contro l’abusivismo; di chi dichiara guerra alla micro e macrocriminalità ed è costretto a blindare la propria esistenza e quella dei propri cari.”
“L’Italia non si salva senza il Sud. Le possibilità di sviluppo dell’Italia sono inestricabilmente collegate alla capacità di mettere in moto le risorse potenziali del Mezzogiorno. Ma c’è una sfida di cambiamento che deve rendersi visibile nel sud. E per dare una mano la cosa più importante che possiamo fare è sostenere tutti assieme e ovunque le persone giuste, già impegnate sul grande tema dei diritti. E vogliamo discutere queste idee con le forze disposte a stringere con noi un patto e disponibili a nuove prospettive. Noi siamo pronti”.
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Redazione
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