HomePoliticaSalvini, la Gregoretti e l'importanza della immunità parlamentare

Salvini, la Gregoretti e l’importanza della immunità parlamentare

In questo Paese – lo diceva l’immenso Totò – per essere riconosciuti qualcosa bisogna morire. Abbiamo pietà soltanto per le vittime, specie se silenti, innocue, se in qualche modo non possono farci concorrenza. Tra vivi il gioco è pericoloso, scambiare troppa onestà intellettuale con l’avversario significa potenzialmente riportarlo in auge.

Così, quando ci sono casi di palese assurdità giudiziaria – come quella che ha colpito l’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini – ancora una volta potenzialmente a processo per sequestro di persona in merito alla nave Gregoretti, nessuno ha il coraggio di dire apertamente che l’immunità parlamentare sia sacrosanta.

Rimasuglio della casta! Urlerebbe un’Italia con l’ossatura morale grillina, che in verità ha colpito urbi et orbi un po’ tutte le sensibilità popolari. Purtroppo non si riesce più a fare analisi, v’è una lobotomia giustizialista di massa per la quale dissentire significa, politicamente, perire.

Non parliamo di escort, frodi, affari bancari, mutande rimborsate, tutti reati personali che esulano distintamente dall’attività esecutivo-legislativa, e che quindi è giusto siano perseguiti sullo stesso binario di qualsiasi cittadino.

Qui siamo davvero al nocciolo del manuale di Diritto Costituzionale, al cuore della rappresentanza, al simbolo reificato dell’insindacabilità delle opinioni e delle condotte di stampo politico. È assurdo, folle, indecoroso ed indecente per una Repubblica mettere alla mercé delle inchieste un governante per l’indirizzo di Governo. È molto pericoloso non proteggere – chiunque esso sia – il decisore da un braccio di ferro con la Magistratura.

Quale esempio resta ai posteri? Con quale coraggio chi verrà dopo Salvini firmerà qualsiasi atto in controtendenza con il potere di turno? Contro lobby, apparati, caste ideologiche e mediatiche?

L’Italia anticonformista e maggioritaria, forte nelle urne, diventa timida – confusa – riottosa, quando si tratta di armare i propri condottieri. Li vuole ruggenti ed audaci, però al momento opportuno li trasforma in fessi e kamikaze buoni da criticare.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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