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Morti sul lavoro, da gennaio a novembre 2019 sono 997 i decessi in Italia

I numeri dei morti sul lavoro in Italia nell’anno che si è da poco concluso sono molto importanti e fotograno la gravità di un fenomeno che, ogni anno, vede in Italia circa un migliaio di lavoratori lasciare le proprie case senza farvi più ritorno.

Un luttuoso bilancio che vede crescere il numero di infortuni in occasione di lavoro (+1%), mentre diminuisce quello in itinere (-17%).

“Sono 997 le vittime sul lavoro del 2019. Questo il luttuoso bilancio da gennaio a novembre. Una strage che, purtroppo, rimane ancora silenziosa, nonostante la cronaca tratti quotidianamente gli infortuni mortali che si verificano nei luoghi di lavoro da Nord a Sud del Paese. Eppure stiamo parlando di un grave, gravissimo eccidio, di quasi 1000 morti sul lavoro. Incredibile trovarsi alla conclusione di ogni anno a parlare di tanti, troppi, infortuni mortali”.

Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, sottolinea così l’emergenza rilevata dal proprio team di esperti nell’ultima indagine sulle morti bianche in Italia.

E mentre gli infortuni in itinere sono in diminuzione rispetto al 2018 (-17%) – a testimonianza di una maggiore sensibilità sul fronte della sicurezza stradale – a rimanere pressoché stabili (anzi con un lieve incremento dell’1%), sono invece gli infortuni mortali che si verificano sul luogo di lavoro. “Un dato questo – sottolinea Ing. Rossato – che evidenzia una palese carenza nel rispetto della disciplina relativa alla sicurezza sul lavoro”.

La regione in cui si muore di più in Italia è la Lombardia con 154 decessi totali, seguita da: Emilia Romagna (96), Lazio (91), Veneto (87), Piemonte (86), Campania (77), Sicilia (76), Toscana (65), Puglia (59), Marche (31), Trentino Alto Adige (29), Abruzzo e Calabria (26), Liguria (20), Sardegna (18), Friuli Venezia Giulia (16), Umbria (15), Basilicata (14), Molise (10), Valle D’Aosta (1).

Le donne che hanno perso la vita nel 2019 sono 85 (44 in occasione di lavoro). Gli stranieri deceduti da gennaio ad ottobre 2019 sono 184 (129 dei quali in occasione di lavoro).

Il maggior numero di infortuni mortali verificatisi esclusivamente in occasione di lavoro in Italia viene registrato in Lombardia (110). Seguono: Lazio (69), Piemonte (66), Emilia Romagna (65), Campania (59), Sicilia (53), Veneto (52), Puglia (46), Toscana (44), Trentino Alto Adige (25), Marche (23), Abruzzo (20), Calabria (19), Liguria (15), Basilicata e Sardegna (14), Friuli Venezia Giulia (13), Umbria e Molise (9), Valle D’Aosta (1).

La provincia in cui si conta il maggior numero di infortuni mortali in occasione di lavoro è Roma (47 decessi), seguita da: Brescia (26), Milano (25), Napoli (24), Torino (23), Foggia (17), Firenze (16), Bologna, Bolzano e Cuneo (15).

A mietere più vittime in occasione di lavoro sono: il settore delle Attività Manifatturiere (107) e quello delle Costruzioni (con 103 decessi). Seguono: Trasporto e Magazzinaggio (77) e Commercio, Riparazione di Autoveicoli e Motocicli con 43 casi.

La fascia d’età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro totali è tra i 50 e i 59 anni (339 su 997).

Il rischio di mortalità più elevato rispetto alla popolazione lavorativa, invece, viene registrato in Molise con un indice di 85,8, vale a dire quasi tre volte l’indice medio nazionale (31,5).

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Redazione
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