Una data epocale dell’era contemporanea: 15 gennaio 2001 per la prima volta arriva sul web l’enciclopedia collaborativa e libera Wikipedia. Una data rivoluzionaria che magari sfugge a molti dei giovani utilizzatori di internet. Ai più, abituati alla comodità, sfugge la portata di questo “folle” tentativo (riuscito) di raccogliere e condividere lo scibile umano.

Certo, questa ricorrenza fa sentire le generazioni come la mia, precedenti ai millennial, un po’ più vecchi al solo pensiero di come si facevano le ricerche fino a qualche anno fa. Un teenager di oggi probabilmente ignora la fatica di una ricerca su enciclopedie e testi cartacei che spesso si dovevano cercare in una biblioteca. E non era finito lì perché, una volta trovati i testi, iniziava la ricerca dell’argomento.

Ormai possiamo dirlo: Un’altra epoca! Ma solo grazie a Jimmy Wales e Larry Sanger inventori dell’enciclopedia universale online.

Tutti possiamo insegnare qualcosa, o quasi…

“Wikipedia è un’enciclopedia online, collaborativa e libera”, come si trova scritto sul gigantesco portale, che si alimenta, vive e cresce, grazie al contributo di volontari da tutto il mondo. Oltre 290 lingue e, per fare un esempio rappresentativo, sono oltre 5 milioni le voci in lingua inglese. Una cosa impensabile prima.

La forza e la rivoluzione di “Wiki” non è semplicemente nel mettere online quante più informazioni possibili ma, nel fatto che chiunque può contribuire alle voci esistenti o crearne di nuove, affrontando sia gli argomenti tipici delle enciclopedie tradizionali sia quelli presenti in almanacchi, dizionari geografici e pubblicazioni specialistiche. Un processo di scrittura open source, collaborativo ma al tempo stesso rigorosamente controllato.

La comunità di Wikipedia in lingua italiana è composta da 1.918.341 utenti registrati. Gente esperta di uno o più temi, appassionati che danno un contributo qualificato.

Ora, seppur ben organizzato, il mondo di “Wiki” ha le sue criticità e, come in tutte le cose e soprattutto online, il pericolo è dietro l’angolo e nel caso specifico il pericolo si veste sotto forma di informazione in buona fede errata, nei casi migliori, se non in vere e proprie fake news o anche in scherzi e insulti di pessimo gusto o ancora interventi “interessati”. La natura dinamica del progetto non consente di una verifica in tempo reale e capillare ma ha dei sistemi di segnalazione che contribuisce a monitorare e sono in molti i volontari che dedicano il loro prezioso tempo a cancellare o correggere voci errate nel giro di pochi minuti.

Su questo tema gli internauti dovrebbero un attimo riflettere: Wikipedia non pubblica voci attendibili ma verificabili e quindi sta al navigatore non soffermarsi alla prima ricerca ma cercare di verificare con altre fonti “autorevoli” il risultato dell’indagine.

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Fabio Paparella
Giornalista pubblicista dal 2008. Ha scritto per Cuore Impavido (periodico universitario), Puglia d'oggi e Puglia in che dirige dal 2009. Appassionato di Puglia e innamorato di Bari, dove vive e lavora come funzionario Anci Puglia. Fondatore dell'associazione Scritture digitali. Cerca qualcuno disposto a cambiare insieme lo stato delle cose...