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Mozzarella di Gioia Dop, le aziende tedesche fanno opposizione. Ed i tempi si allungano

Si allungano i tempi per il riconoscimento del marchio DOP per la mozzarella di latte vaccino prodotta a Gioia del Colle.

Mentre stanno per scadere i termini per l’opposizione dopo la pubblicazione della richiesta di registrazione del marchio sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea, per iniziativa della Regione Puglia, infatti, sono arrivati alcuni consorzi tedeschi ad opporsi, sospendendo di fatto l’iter parlamentare a Bruxelles.

Secondo loro, infatti, ci sarebbe il rischio per tutti gli altri imprenditori europei di non poter più utilizzare il termine “mozzarella” o comunque creare confusione nel legislatore.

Un ricorso analogo, peraltro, a quello già presentato un paio di anni fa dal Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana che si oppose alla richiesta del maschio DOC per la mozzarella di Gioia del Colle perchè, a suo dire, creava confuzione nel consumatore.

Una questione che poi è stata negata dai giudici che hanno correttamente valutato sulla sostanziale differenza dei prodotti in questione: mozzarella di bufala campana e mozzarella di latte vaccino gioiese.

E quindi adesso si potrebbe aprire un contenzioso anche con i tedeschi sulla questione, ed i tempi rischiano di allungarsi forse anche di parecchio.

“Un percorso virtuoso, quello avviato dalla Regione Puglia, a tutela di uno dei prodotti di maggior pregio dell’eccellenza agroalimentare pugliese che è stato reso vano dal peggior volto dell’Europa”, è il commento del vicepresidente del Consiglio regionale pugliese, Peppino Longo, a proposito dell’iter per il riconoscimento della “dop” alla mozzarella di Gioia del Colle, bloccato al parlamento europeo a causa di un ricorso delle aziende della Baviera.

“Sono certo che ci siano tutti i presupposto affinché il nostro agroalimentare, dopo decenni di sottovalutazione da parte di governi e culture dominanti, si debba prendere la sua brava e definitiva rivincita. L’agroalimentare pugliese deve essere libero dai lacci della burocrazia e della libertà d’azione, potendo contare sul valore aggiunto della qualità e della grande professionalità artigiana. Essere bloccati in questo percorso da produttori tedeschi ha il sapore del danno e della beffa. L’Europa, se questa situazione non verrà velocemente sbrogliata, ne uscirà ancora una volta malconcia ridando fiato alle sirene sovraniste”

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Redazione
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