HomeEconomia & SviluppoArcelorMittal, Conte: "C'è una bozza di accordo". Ma a Taranto i vertici...

ArcelorMittal, Conte: “C’è una bozza di accordo”. Ma a Taranto i vertici si negano ai creditori dell’indotto

“C’è un progetto di accordo” tra il Governo e la multinazionale franco-indiana ArcelorMittal per salvare gli impianti siderurgici di Taranto ex Ilva. Lo conferma nella serata di ieri il premier italiano Giuseppe Conte, che non chiude le porte ad un possibile nuovo incontro con i responsabili italiani del colosso dell’acciaio.

Secondo anticipazioni di stampa la bozza dell’accordo prevede una data per “l’inizio del nuovo corso green” della siderurgia italiana fissato al 2023. Lo Stato italiano entra nell’impresa e la produzione resta fissata ad 8 tonnellate. Nessun esubero, ma soltanto dopo la firma dell’intesa. Fino a quel momento lo Stato si farà (meglio dire si farebbe, in ogni caso) carico dei costi della cassa integrazione.

Nella giornata di ieri a Roma ci sono state diverse riunioni a livello ministeriale, ma i tempi sono stretti. Già per oggi era definite una dealine per girare pagina e cercare l’accordo, anche perchè sullo sfondo c’è la data del 7 febbraio, quando è fissata l’udienza presso il tribunale di Milano.

L’INDOTTO E I MANCATI PAGAMENTI

Ed intanto a Taranto ieri pomeriggio è saltato il confronto tra ArcelorMittal e le imprese dell’indotto. In ballo, ancora, i pagamenti delle fatture scadute e non ancora onorati dal colosso franco-indiano. La delegazione di imprenditori, con a capo il presidente di Confindustria Taranto Antonio Marinaro hanno atteso oltre tre ore senza poi essere ricevuti dai vertici aziendali (a Taranto è stata presente per tutto il giorno l’amministratore delegato Lucia Morselli) inutilmente. L’azienda, dal canto suo, ha giustificato l’impossibilità di ricevere gli imprenditori a causa di una call conference in corso, dopo però aver dato rassicurazioni sullo stesso.

Insomma, per l’indotto è ancora una situazione complicata, nonostante le rassicurazioni avute e le riunioni dei giorni scorsi dopo i tanti scioperi del mese di novembre.

Sulla vicenda è intervenuto Nino Marmo, presidente del gruppo di Forza Italia alla Regione Puglia: “Vantano milioni e milioni di euro di crediti per fatture non pagate, eppure ArcelorMittal non ha ritenuto di ricevere gli imprenditori dell’indotto, costretti ad auto-convocarsi dopo il silenzio prolungato dell’azienda. Un atteggiamento gravissimo ai danni delle imprese che stanno vivendo un momento di crisi profonda e che, nonostante le difficoltà, hanno sempre mantenuto un profilo mite, sobrio e collaborativo. L’interruzione del dialogo con le imprese, del tutto immotivata, nasce dal “naufragio” della task force che si sarebbe dovuta occupare di garantire i pagamenti in modo regolare. Ed era questo il principale intento degli imprenditori oggi. Giunta pugliese e governo nazionale dovrebbero intervenire immediatamente per ristabilire un clima di serenità nelle relazioni, a tutela delle legittime istanze delle imprese che, assieme all’ex Ilva, costituiscono la spina dorsale dell’economia tarantina e pugliese”.

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img