Bari non si ferma e non si fermerà domani. Nessun timore e nessuna paura per il Coronavirus. Nonostante i casi segnalati nel Nord Italia è tutto confermato e domani ci sarà regolarmente la messa del Papa nel centro cittadino.
A sottolinearlo con un post su facebook, rispondendo di fatto alle domande poste sui social (e non solo) da quando è scoppiato il caso-Coronavirus in Italia, è il sindaco di Bari Antonio Decaro.
“Domani a Bari, grazie al lavoro delle parrocchie dei comuni dell’area metropolitana e della regione Puglia, arriveranno 40 mila persone per partecipare a una grande preghiera con Papa Francesco”.
E poi sottolinea: “chiunque è libero di partecipare o meno all’evento che, ricordiamo, è stato organizzato per riflettere insieme sul fatto che siamo parte di un mondo in cui persone e comunità sono legate e che tutti insieme abbiamo la responsabilità di lavorare per la Pace”.
Nessuna paura, dunque, per il primo cittadino. “A chi sta chiedendo di bloccare questo evento per la paura di un contagio ho il dovere di ricordare che ogni giorno arrivano a Bari centinaia di migliaia di persone per lavoro, studio, cure mediche, shopping, svago e turismo, affollando strade, università, centri commerciali, ospedali, stadio, palazzetti dello sport e della musica. Dovremmo bloccare tutto questo? Dovremmo bloccare la vita della nostra città?
Non credo al momento sia opportuno bloccare la città e comunque non sarebbe possibile farlo senza una richiesta delle autorità sanitarie competenti”.
“Al momento nessuna autorità sanitaria ha ravvisato l’opportunità di attuare misure restrittive nella nostra regione e fino a quando non giungono prescrizioni da parte delle autorità sanitarie (di cui dobbiamo fidarci!), non c’è nessuna ragione di rinchiuderci in casa. Io domani sarò in piazza della Libertà. Sarò a salutare Papa Francesco e pregherò con lui per la Pace e perché questo mondo abbia meno paura”.
Ed infine una rassicurazione: “nel frattempo la task force nazionale e quella regionale, che includono le migliori competenze in ambito sanitario ed emergenziale, stanno lavorando incessantemente alla definizione di protocolli operativi da attuare per prevenire il contagio e limitarne la diffusione, nella malaugurata ipotesi che casi di infezione si verifichino anche sul nostro territorio in futuro”.











