Michele Emiliano prepara la Puglia ed i pugliesi alla fase di emergenza acuta del Coronavirus. Lo fa difendendo il suo Piano di Riordino ospedaliero e sottolineando, in una videoconferenza stampa, come “il nostro piano era talmente ben fatto che ci consente, in una sola settimana, di allestire una rete di struttura sanitaria regionale che sarà in grado di gestire la fase acuta del Covid-19 con, al tempo stesso, tutta la rete emergenziale attiva”.
Strutture dedicate al Covid-19, razionalizzazione nell’uso dei Dispositi di Protezione Individuale (Dpi), limitazione al massimo degli spostamenti dei pazienti e del personale sanitario, tutale al massimo del personale sanitario, focalizzazione delle competenze, rete regionale in grado di affrontare i numeri dell’emergenza che attualmente sono nella previsione dei numeri della task force regionale sanitaria ed epidemiologica è la strategia realizzata, con posti pronti (54) ed immediatamente attivabili (252) in tutta la Regione per la gestione della terapia intensiva per il Covid-19.
“Difendiamo gli ospedali dai contagi – ha sottolineato Emiliano – e ci prepariamo al picco di epidemia. Soltanto nei casi più gravi si passerà negli ospedali e comunque sempre tramite il 118 e dopo aver sentito il proprio medico di base o il pediatra. L’indirizzo fondamentale era quello di non moltiplicare gli ospedali che si occupano di Covid ma di concentrarli. Ci sono state molte entità sul territorio che a fronte di ospedali mai chiusi ci hanno chiesto di destinarli agli acuti. Questo lavoro non si può attuare. Dobbiamo avere il minor numero possibile di strutture per meno lavoratori possibili, razionalizzare l’utilizzo dei dpi che già sono scarsi e soprattutto per focalizzare le competenze. Avere i casi accorpati consente al personale di imparare dall’esperienza sul campo”.
C’è stato un chiaro indirizzo verso tutti i primari. Ed è ancora Emiliano a sottolinearlo: “in questa fase noi abbiamo anticipato i tempi, attualmente i nostri ospedali non sono saturi, e ad oggi non c’è ancora la necessità di impegnare tutto il personale disponibile. E’ stata fatta richiesta di tenere preservato tutto i personale che in questa fase sarà impegnato che, soprattutto, non deve infettarsi o correre il rischio di farlo senza avere una effettiva utilità”.
Sono sospese attualmente tutte le attività di tutta la sanità pugliese non urgenti, sia ospedaliere che territoriali. “Questo naturalmente – specifica Emiliano – provoca disagi alla popolazione, non c’è dubbio, ma era fondamentale eliminare tutto il non necessario sia per preservare il personale da possibilità di contagio, sia per evitare che attendendo in sale di attesa gli stessi pazienti potessero contagiarsi”.
“La battaglia fondamentale – dice Emiliano – si svolgerà sulla dotazione tecnologica: 202 posti letto aggiuntivi per la sola fase acuta, di questi 78 già disponibili ad oggi, sono già stati inseriti nel piano della gestione emergenziale. E’ chiaro che abbiamo bisogno di un numero di ventilatori che ci deve essere consegnato dalla protezione civile e che stiamo cercnado anche di procurarci con mezzi autonomi. Capite bene che non è una situazione facile. Ma ad oggi siamo in grado di fronteggiare l’aumento dei ricoversi anche in rianimazione in maniera agevole. Naturalmente se i numeri dovessero essere superati, e stiamo facendo analisi giornaliere proprio in questo senso, noi avremo bisogno di un grande supporto della protezione civile nel somministrarci macchinari e Dpi”.
Lo scenario pugliese prevede, come anche sottolineato nel suo intervento dal professor Lopalco, di circa 2000 contagiati. “Questo è quello che ci aspettavamo prima del rientro delle 20mila persone autosegnalate e probabilmente di altre 10mila che non l’hanno fatto”.
“La curva epidemiologica – ha sottolineato Lopalco – è quello che ci aspettavamo, il piano di risposta all’epidemia è stato tarato proprio su questi modelli effettuati. Tutto questo è work in progress con piano di contingenza per affrontare man mano l situazione. Abbiamo diversi giorni per prepararci ed adattare lo scenario in base alle necessità epidemiologiche”.
I dettagli del Piano Ospedaliero, poi, sono stati illustrati dal direttore del settore sanitario della Regione Puglia Vito Montanaro (ne parliamo in un articolo a parte).











