HomeEconomia & SviluppoContratto alimentaristi: tre sigle delle tredici che aderiscono a Federalimentare hanno firmato

Contratto alimentaristi: tre sigle delle tredici che aderiscono a Federalimentare hanno firmato

35mila addetti impiegati in quasi 5mila imprese alimentari in Puglia. Quelli il cui lavoro è stato  “essenziale”, quelli che non si sono mai fermati, quelli ai quali la controparte – Federalimentare – “non intende però riconoscere un adeguato rinnovo del contratto collettivo nazionale”, denuncia Antonio Gagliardi, segretario generale della Flai Cgil Puglia.

Le industrie italiane degli alimenti e delle bevande, anteponendo le ragioni della crisi economica, ha di fatto interrotto le trattative per un contratto che interessa in tutt’Italia 460mila addetti e 62mila imprese.

“L’industria alimentare, ma in generale tutto il settore agroalimentare, nella fase di emergenza pandemica è risultato essenziale e ha garantito sugli scaffali della distribuzione e sulle nostre tavole i prodotti di eccellenza che tutto il mondo conosce. Naturalmente, lo sforzo lo hanno compiuto i lavoratori che con grande sacrificio e rischio non si sono risparmiati. E ancora oggi sono impegnati senza sosta”.

Ma le trattative erano cominciate a settembre del 2019, quando il coronavirus  era un perfetto sconosciuto. La furbata è durata poco: “La richiesta di prodotti alimentari è risultata fondamentale nella fase emergenziale e le aziende chi si occupano di food e beverage sono state chiamate a compiere uno sforzo importante sul piano produttivo in una fase in cui tutto era in lockdown. Non vi è dubbio che si è perso su prodotti che riguardano la ristorazione e i bar ma i supermercati hanno addirittura triplicato le vendite dei prodotti alimentari”, sottolinea Gagliardi.

La compressione delle relazioni industriali aveva portato Flai Flai e Uila ad indire a metà aprile una serie di proteste di carattere sindacale che sarebbero sfociate in scioperi se non avessero risposto in tre associazioni “Su tredici complessive che aderiscono a Federalimentare possono sembrare poche ma da sole rappresentano oltre la metà delle aziende sul territorio nazionale”.

La Flai si aspetta che l’Accordo collettivo nazionale sottoscritto con Union Food, Assobirra e Ancit “che porta a una prima tranche di aumento economico a decorrere dal primo dicembre scorso e per tutto il 2020, pari a 21,43 euro, con il pagamento del pregresso, e fissa la data per la riapertura delle trattative, faccia rinsavire le associazioni più riottose. Dalla nostra abbiamo una forte compattezza; l’assemblea della delegazione trattante di Fai Flai e Uila, i delegati aziendali e i gruppi dirigenti sono pronti a rilanciare le proteste nei confronti delle associazioni datoriali non firmatarie, o nei confronti delle singole aziende sul territorio”.

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Redazione
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