Le biografie sono alle volte veicoli affascinanti attraverso i quali entrare nelle vite di personaggi ricchi di esperienze che sanno trasmettere le emozioni di atmosfere svanite, di luoghi altri, regalandoti prospettive inedite su scenari che credevamo comuni, permettono di attraversare tempi e spazi altrimenti inaccessibili. “Stretta nel tempo” è un potente libro evocativo scritto da un personaggio incredibile, una donna che come una meteora attraversa il tempo illuminandoci al suo passaggio. Leni Riefenstahl è un personaggio che gli storiografi del dopo guerra hanno superficialmente e tristemente catalogato per convenienza politica, per paura, per quel senso di “politically correct” che finisce per esaltare la mediocrità e condannare qualunque forma esca dal solco dell’ipocrita ragione d’essere. Sbarazziamoci di questa coltre di pregiudizio e con paradigma nuovo puro e capace, impariamo a vedere oltre i limiti di una ragione imposta per articolare un giudizio su di una donna ed un artista, una creatrice in possesso di un’indomita voglia di essere e creare, che si spegne all’età di 101 anni l’otto settembre del 2003.

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Elencare tutto il suo lavoro in questo breve mio sforzo di presentazione è quasi impossibile, basti pensare che dopo innumerevoli vicende e persecuzioni Leni decide all’età di circa settanta anni di partire per l’africa, continente ancora per lo più inesplorato e produce una serie di libri fotografici tra cui “la gente di Kau” che è la seconda opera di Leni Riefenstahl sul popolo Nuba del Sudan, un’opera internazionalmente riconosciuta nel panorama etnografico del XX secolo. Le grandi immagini del kodachrome, impresse con una Leica su pellicola attraverso un teleobbiettivo, un lavoro che ritrae gli uomini come animali, rivelando la potenza di un’umanità primitiva e incontaminata attraverso il filtro di una cultura europea. Seguono altri libri e lavori sull’africa e stupisce che nel 1978 non parca del suo esplorare nuove tecniche e posti decida di immergersi e di dedicarsi alla fotografia subacquea dando vita a “Coral Garden” Un altro successo per la carriera di Leni Riefenstahl, la quale ha avuto il merito di aprire nuovi orizzonti in ogni sua attività nella recitazione, nella scrittura nella fotografia, nella realizzazione del primo documentario di propaganda politica. In ogni sua arte ha sviluppato con incredibile capacità e lungimiranza nuove tecniche e attrezzature e per questo i risultati in tutti i campi e non solo nella realizzazione di questo libro sono affascinanti unici e illuminanti.

Oltre ogni altra cosa appare emergere il suo carattere e propensione alla vita, uno spirito libero e incontrastato che per la prima volta raggiunti quasi gli ott’anta anni decide di cominciare ad immergersi da sola i luoghi isolati per raccontare il mondo sommerso. I suoi primi anni di vita, la carriera di ballerina, attrice, scrittrice, il suo impegno come regista e autore che la porteranno a lavorare per il regime Nazista e a creare due capolavori dell’iconografia di regime, “i documentari “il trionfo della volontà” e “Olimpia”. Per capire la grandezza di tale sforzo artistico il suo lavoro va contestualizzato, mai prima di allora era stato fatto un documento filmico di propaganda con tali innovazioni tecniche e sceniche, mai prima di allora un’Olimpiade era stata documentata con tanto rigore stilistico e potenza evocativa.

Al di là di qualunque giudizio politico se rimaniamo nel campo creativo e artistico, se ci basiamo sulla meravigliosa “antifragilità” capacità e adattamento di questo essere incredibile, non possiamo che rimanere sbalorditi e grati nel leggere la sua autobiografia da cui è stato poi tratto un documentario. Leni Riefenstahl merita di rimanere nell’olimpo dei geni creativi.

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Gabriele Andreoli
Prof. Gabriele Andreoli, socio “dell’American Society of Diplomacy and Political Science”, professore onorario dell’università Cattolica, Miami, USA, accademico in scienze sociali IASS, Florida, USA, scrittore e ricercatore.