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Il 12 novembre 2013 la strage di Nassiriya: 19 italiani trovarono la morte durante la missione di pace in Iraq

Un giorno come altri. Una mattina tranquilla e non diversa da tante altre che si susseguivano per il nostro contingente militare impegnato nella sua missione di pace in Iraq. Carabinieri, militari e civili impegnati nella base “Maestrale” di Narrisiya, in Iraq, e che come ogni giorno effettuavano con tranquillità e la solita attenzione il proprio lavoro.

Ma quel giorno, il 12 novembre del 2003, alle ore 10:40 (le 8:40 in Italia) accadde qualcosa che ha stravolto la vita di centinaia di famiglie e che resterà per sempre nella memoria collettiva di tutto il nostro popolo.

I militari si apprestavano alle proprie attività quotidiane come quelle di ricostruzione, di aiuto alla popolazione, approvvigionamento di cibo e di acqua, di mantenimento dell’ordine pubblico e addestramento della nuova polizia iraquena.

Fu allora che un camion cisterna pieno di esplosivo guidato da 2 kamikaze scoppiò davanti alla base militare italiana dopo aver cercato di forzare il posto di blocco ed il check-point. Il bilancio dell’attentato fu terribile: 28 morti, di cui 19 italiani, e 58 feriti. Le successive inchieste hanno stabilito che il camion cisterna conteneva tra i 150 e i 300 kg di tritolo mescolato a liquido infiammabile. Una quantità di miscela esplosiva in grado di fare una vera e propria strage, così come in effetti è accaduto.

19 nostri connazionali, dunque, morirono nell’attentato. Ecco i loro nomi

I Carabinieri:

  • Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte
  • Giovanni Cavallaro, sottotenente
  • Giuseppe Coletta, brigadiere
  • Andrea Filippa, appuntato
  • Enzo Fregosi, maresciallo luogotenente
  • Daniele Ghione, maresciallo capo
  • Horacio Majorana, appuntato
  • Ivan Ghitti, brigadiere
  • Domenico Intravaia, vice brigadiere
  • Filippo Merlino, sottotenente
  • Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte
  • Alfonso Trincone, Maresciallo aiutante

I Civili

  • Marco Beci, cooperatore internazionale
  • Stefano Rolla, regista

I militari dell’Esercito

  • Massimo Ficuciello, capitano
  • Silvio Olla, maresciallo capo
  • Alessandro Carrisi, primo caporal maggiore
  • Emanuele Ferraro, caporal maggiore capo scelto
  • Pietro Petrucci, caporal maggiore

Il ricordo del CNDDU

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani anche quest’anno ha inteso ricordare la strage di Nassiriya, verificatasi durante un’operazione militare con finalità di peacekeeping (mantenimento della pace), in cui furono uccisi, la mattina del 12 novembre 2003, 19 italiani attraverso un momento di commemorazione digitale .

Solo qualche anno prima, l’11 settembre 2001, un altro attentato scosse gli USA, destabilizzando il Paese e proiettando il   mondo in un cupo cono d’ ombra. Anche se la strage irachena non ebbe la stessa   entità numerica rispetto a quanto accadde appena due anni prima in America, il cordoglio espresso dal popolo italiano fu particolarmente sentito rispetto ai familiari delle giovani vittime cadute in servizio nell’adempimento del proprio dovere e dimostrò quanta umanità, commozione e coesione solidale può manifestarsi durante prove così terribili per la nostra nazione.

“Ho ancora nel cuore la compostezza dei familiari. In loro ho visto l’immagine della famiglia e la più alta espressione dell’amor di patria. C’è un forte e crescente senso di comunità, grazie per la forza che mi trasmettete”. (Carlo Azeglio Ciampi, nel discorso di fine anno del 31 dicembre 2003)

In questi giorni così difficili a causa dell’inasprirsi della pandemia non dobbiamo dimenticare tutti coloro che sono impegnati in missioni di pace o a carattere umanitario indossando una divisa o in qualità di semplici volontari e con mansioni differenziate nel mondo: infermieri, dottori, ingegneri, addetti alla sicurezza, insegnanti, ecc.

Il CNDDU propone al Ministero dell’Istruzione di istituire un minuto di raccoglimento nelle scuole italiane in presenza e in DaD per omaggiare le vittime di Nassiriya e ricordarne l’esempio. L’hashtag è #NassiriyanelCuore.

Indipendentemente dal trascorrere del tempo è doveroso custodire la memoria di quanto è accaduto e rinnovare la nostra vicinanza a tutti i congiunti delle vittime.

“L’esempio dei nostri caduti rappresenta un vincolo morale per la continuità del contributo del nostro Paese nei diversi ambiti: le donne e gli uomini presenti nelle diverse aree di conflitto sanno di poter contare sul concorde sostegno del popolo italiano. I conflitti e le tensioni, spesso provocati e sostenuti da forme di terrorismo transnazionale rivolte a sovvertire i principi di convivenza, rispetto dei diritti umani, libertà, vedono impegnata l’intera comunità internazionale per affrontare sfide insidiose contro l’umanità. Lo slancio e l’altruismo di quanti hanno donato la propria vita per il bene comune è fonte di riflessione per tutti i cittadini, che nel loro agire quotidiano sono chiamati ad un contributo egualmente prezioso per la civile convivenza e il progresso della comunità nazionale e internazionale.” (Sergio Mattarella, Messaggio sulla Strage di Nassiriya, 2019)

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