HomeEconomia & SviluppoEconomiaAllarme casa: le tasse che divorano gli immobili

Allarme casa: le tasse che divorano gli immobili

Guide, voucher, espedienti e fior fiore di esperti. Ci sono ditte specializzate che vi scoperchiano il capannone pur di non raggiungere un altro tetto, quello degli 80mila euro annui di IMU.

“Morte e tasse sono le uniche certezze”, parafrasando un vecchio adagio. E nel Bel Paese della mannaia d’Equitalia il mattone è divenuto da bene di rifugio, bene di fuga.

C’è una desolante fotografia di “riallineamento catastale”. I cambi di destinazione d’uso sono schizzati a oltre 400mila unità annue, le donazioni sono aumentate del 44,4% tra il 2011 ed il 2012, o addirittura si ricorre al divorzio fittizio, in modo tale da far risultare due abitazioni come prima casa e ridurre le aliquote. Anche se, con questa tortuosa via, si rischia di incappare nel reato di falsa testimonianza.

E poi ancora, v’è la ruspa, per chi decide di abbattere, in maniera drastica, l’immobile. Non è una affermazione peregrina se ConfEdilizia asserisce che in alcune province questo fenomeno sia aumentato anche del 20%.

Insomma il patrimonio immobiliare è lì, fermo, condannato alla pressione degli estimi catastali, incapace di divenire mobile, liquido ed espatriare. Così il governo ha pensato bene di inzupparlo di oneri che hanno depauperato il valore commerciale ed il settore delle vendite/restaurazioni, totalmente in ginocchio.

Ma la prima casa, o la seconda se non data in fitto, non produce reddito, non produce ricchezza. E’ un costo fisso, il primo inalienabile come fondamento della famiglia e della libertà di dimora, la seconda, è per puro piacere, sfizio, esigenza di investimento, o chicchessia. Ma non possiamo parlare di “ricchezza”. L’80% degli italiani è titolare di prima casa. Per realizzare questo sogno si contraggono debiti e mutui, si da fondo ai risparmi, si lavora.

Una volta tassato tutto il percorso che ti porta alla conquista di un appartamento, è possibile imporre un extra-tassa sine die sui proprietari? Se davvero il premier Renzi ha trovato un tesoretto di 1.6 miliardi di euro, invece di escogitare una mancia elettorale, perché non sgravare il mattone?

Twitter @andrewlorusso

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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