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L’allarme dei Centri Diurni di Bari per i Minori: da giugno le casse saranno vuote

I Centri Diurni di Bari lanciano il grido di allarme: senza risorse economiche saranno molto presto costretti inevitabilmente ad interrompere la loro attività di supporto e sostegno delle famiglie, soprattutti di quelle più deboli. Dal primo di giugno, infatti, se non arrivano i fondi promessi e dovuti, i CSED non potranno pagare stipendi e fornitori. Le casse sono drammaticamente vuote, in  un momento dove è massima la loro attività.

“Qualche settimana fa l’avevamo preannunciato! Insieme a tutti gli altri 12 Centri Socio-Educativi A.C.S.E.Mi di Bari, siamo dispiaciuti di comunicare a tutti gli amici e le amiche, i bambini e le bambine, le loro famiglie, i ragazzi, le ragazze e i dipendenti tutti che il nostro Centro Diurno sta lentamente morendo, definitivamente stremato dalla mancanza dei finanziamenti dovuti”.

E poi proseguono.

“Siamo riusciti ad affrontare la pandemia con paura ma anche con la convinzione che la nostra presenza ha rappresentato una SPERANZA per tutti i nostri bambini e per le famiglie.
Abbiamo aiutato in tutti i modi proprio quelle nostre famiglie colpite dal COVID, sostenendole nei momenti più difficili e facendo sentire la vicinanza delle ISTITUZIONI di cui ci sentiamo parte. E’ proprio da quelle ISTITUZIONI oggi ci sentiamo LASCIATI ALLA DERIVA senza alcuna risorsa economica da BEN 8 MESI. Così facendo ABBATTONO, con NOSTRO immenso dispiacere, gli avamposti educativi che abbiamo con fatica costruito e per cui abbiamo da troppo lottato”.

Il grido di allarme è stato sottolineato e condiviso dal consigliere circoscrizionale di Bari Stefano Franco (Municipio 3 – San Paolo-Stanic-Villaggio del Lavoratore-San Girolamo-Marconi-Fesca).

“Condivido il grido d’aiuto dei centri socio-educativi del nostro territorio. Mai come in questo periodo questi centri sono stati un punto di riferimento per l’utenza fragile della nostra cittadinanza”.

“In un Quartiere – sottolinea – che prova a uscire con forza e dolore da una già preoccupante situazione di disagio sociale l’aggravarsi del tutto a causa dell’emergenza epidemiologica rischia di soffocare il meccanismo di rilancio sociale. Nella società equa e democratica in cui viviamo, nessuno deve rimanere indietro e tutte le fasce fragili della popolazione, con particolare attenzione ai bambini e ai ragazzi, devono avere le stesse opportunità e gli stessi diritti. Oggi più che mai è dunque importante che i CSED di tutto il nostro territorio abbiano le giuste rassicurazioni dalle istituzioni e continuino nella loro azione educativa e sociale fondamentale per i nostri quartieri”.

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Redazione
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