I Carabinieri di Mattinata hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia e ripetute violenze sessuali I.G., 41enne mattinatese. L’uomo, che già in passato era stato messo sotto Avviso Orale e noto alle forze dell’ordine poiché autore di diversi reati e per aver gestito un lido privo delle relative autorizzazioni, avrebbe sottoposto a gravi e perduranti maltrattamenti fisici e psicologici la moglie 39enne, originaria della Repubblica Ceca, anche costringendola, mediante violenze fisiche e morali, a subire rapporti sessuali non protetti e obbligandola a condurre le successive gravidanze, benché ella negasse chiaramente il proprio consenso.
Peraltro i maltrattamenti, nonostante la donna si opponesse alle continue richieste dell’uomo, proseguivano anche durante i periodi in cui la donna era in stato di gravidanza, e nel tempo hanno interessato anche i sei figli minorenni della coppia, di età compresa tra i 4 ed i 15 anni, con loro conviventi. I minori infatti, oltre che spettatori delle offese dirette alla madre, sarebbero anche stati costretti a subire reiterate violenze sul piano verbale e fisico, caratterizzati, in particolare, da offese e minacce.
Le indagini hanno preso il via nello scorso mese di marzo, quando il Centro Anti Violenza di Capitanata, dopo una serie di segnalazioni anonime sui maltrattamenti che la donna ed i minorenni erano costretti a subire, riusciva a convocare la donna presso la sede dei servizi sociali di Manfredonia e ad avere un colloquio con lei. La vittima riferiva agli operatori di vivere ormai in uno stato di quasi totale segregazione impostole dal marito, dal quale subiva violenze fisiche e psicologiche, restrizioni economiche e abusi sessuali. In breve tempo il Centro Antiviolenza di Capitanata ha prelevato la donna e i figli e li ha collocati in una località protetta.
Una volta venuto a scoprire che i suoi familiari non erano più in casa, l’uomo si recava presso la Stazione Carabinieri di Mattinata denunciando la scomparsa degli stessi. Analogamente faceva alcuni giorni dopo presso il Commissariato di P.S. di Manfredonia. Non contento, sempre sostenendo una tesi diversa da quella reale, pubblicava dei video che finivano su social e su alcuni quotidiani on-line, in cui lo stesso, in lacrime, chiedeva alla moglie di tornare a casa poiché disperato, pretendendo tra l’altro che le Forze di Polizia si attivassero nelle ricerche.
Ma in realtà i fatti erano ben diversi. Dalle dettagliate dichiarazione rese dalla donna, è emerso l’uomo, sin dall’inizio della vita coniugale, e cioè dal lontano 2009, aveva sempre tenuto un atteggiamento autoritario e dispotico nei confronti suoi e dei figli, animato dalla volontà di imporre le proprie decisioni, obbligando la moglie, tra l’altro, a sottostare alle sue voglie sessuali, essendo costretta a subire rapporti completi non protetti anche alla presenza dei figli: fatti e circostanze documentati anche su file audio, consegnati dalla donna ai Carabinieri.
La donna ha quindi raccontato che il marito, in ragione della sua gelosia morbosa possessiva, le ha sempre impedito di divenire autonoma da punto di vista economico, precludendole ogni possibilità lavorativa e privandola anche del conto corrente dove i suoi familiari le versavano periodicamente i soldi.











