La scorsa notte in un locale di Taranto due gruppi di ragazzi poco più che ventenni hanno risolto una discussione a colpi di pistola. Dieci giovani sono rimasti feriti in una sparatoria avvenuta la notte scorsa nel discopub Yachting club di San Vito, a Taranto: nel locale era in corso una serata con la presenza di oltre 300 persone. Secondo una prima ricostruzione, al culmine di una rissa scaturita dal litigio tra due gruppi di giovani, uno di Grottaglie e l’altro del quartiere Tamburi, un ragazzo avrebbe impugnato una pistola calibro 9 cominciando a sparare e colpendo quattro ragazze e sei ragazzi tra i 20 e i 28 anni.
Un uomo di 37 anni, residente a Taranto e con precedenti nel settore degli stupefacenti e per reati contro il patrimonioè stato fermato da alcune pattuglie della squadra mobile, accorse in breve tempo sul luogo della rossa. Tre dei feriti sono già stati dimessi mentre altri due sono in osservazione e i restanti cinque sono stati trasferiti dal pronto soccorso ad altri reparti. Alcuni avrebbero subito interventi chirurgici per estrarre i proiettili, e uno di loro si trova al momento in prognosi riservata.
“E’ un episodio inquietante sul quale è necessario compiere una riflessione”.
Lo afferma il consigliere regionale Vincenzo Di Gregorio (Pd). “Non voglio fare demagogia a basso costo – aggiunge l’esponente del Pd – ma da genitore, prima ancora che da esponente politico mi chiedo: come è possibile che dei giovani riescano così facilmente a procurarsi armi e a introdurle in un locale pubblico? L’episodio dell’altra notte avrebbe potuto avere un epilogo ben più tragico che, per fortuna, non c’è stato. Ma questo non deve indurci a guardare con sufficienza a quanto accaduto”.
“La diffusione delle armi anche tra fasce di popolazione non propriamente contigue ad ambienti malavitosi è un campanello d’allarme che non può lasciarci indifferenti. La sensazione che spesso avvertiamo è che siano in aumento gli episodi di illegalità diffusa e ciò costituisce un pericoloso brodo di coltura per fenomeni malavitosi ancora più gravi e inquietanti che minano il tessuto sociale ed economico”.











