“Quanto emerso in seguito all’arresto dell’ex commissario Laghi dimostra, casomai ce ne fosse bisogno, che l’ex Ilva è una industria marcia dentro, letteralmente. Lo stabilimento cade a pezzi, mettendo a rischio operai e cittadini. E a tenerlo in vita è un sistema marcio di connivenze: dallo Stato ai Riva, fino ai Commissari governativi di Renzi, ai Mittal, ai ministri e parlamentari che alimentano il mostro con denari pubblici fino al prossimo morto, fino al prossimo studio epidemiologico”.
Una fabbrica al centro di indagini, processi, condanne e attorno una città che prova a emergere dalle sabbie mobili, ma che più si muove, più lo Stato la lascia affondare. La soluzione non ammette mezze misure: serve un puntello forte che inizia dalla chiusura e da una pianificazione economica che metta in rete alternative e welfare, per una riconversione sostenibile del territorio equa e giusta. Solo così Taranto si può salvare”. Lo dice l’eurodeputata del gruppo Greens/EFA, Rosa D’Amato.











