HomeSpecialiElezioni 2015Elettori delusi si rifugiano in astensione e voto disgiunto

Elettori delusi si rifugiano in astensione e voto disgiunto

Una affluneza bassa. Circa la metà degli elettori se ne è rimasta a casa. Un brutto segnale. L’importanza del voto non sfuggirà a nessuno e non è certamente sfuggita a chi è stato artefice dell’astensione che ormai ha una forte valenza politica e che deve far riflettere.

Se il 50% degli elettori non va a votare non è di certo perchè preferisce andare a mare, come si diceva un tempo ma, perchè non si riconosce più nell’attuale offerta politica. Il malaffare, le tensioni interne ai partiti e la profonda sofferenza del Paese hanno portato un forte sconforto nell’elettore. La classe dirigente dovrebbe non sottovalutare il segnale ormai sempre più evidente e rimboccarsi le maniche. Del resto lo stesso movimento Cinque Stelle si nutre di questo malcontento.

Gli stessi voti disgiunti sono un segnale che va valutato.

L’esercizio di dividere il voto tra candidato presidente e candidato consigliere o partito è stato molto utilizzato dagli elettori pugliesi. Tutti i candidati presidente hanno avuto più voti della propria coalizione segno che  molti elettori hanno scelto di spezzare il voto o hanno votato solo il candidato presidente. Sarebbe interessante, ma nessuno ce lo può dire, comprendere i motivi della scelta. Personalmente non ho mai creduto nel voto disgiunto perchè indebolisce il proprio voto. Sostenere un candidato presidente di una parte e poi contribuire ad eleggere un consigliere della parte opposta non è una mossa utile alla stabilità del governo. Se l’obbiettivo del’elttore fosse quello di creare un contrappeso politico al Presidente della Giunta, allora molto meglio utilizzare un metodo più simile alle elezioni di medio termine di stampo americano dove si può premiare o punire il Governatore a metà legislatura in base al suo operato. Così com’è, il voto disgiunto, sembra una cosa molto più macceronica, una politica dei due forni o dell’aiutino agli amici.

Osservando il voto pugliese, i Cinque Stelle sono quelli che hanno subito di più il voto disgiunto con circa il 2% di voti in meno rispetto al proprio candidato presidente. In molti pensano che la provenienza di questo voto sia di elettori di centrodestra che non avrebbe espresso un voto di lista o una preferenza per un consigliere e però ha voluto votare Ciqnue Stelle per protesta.

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Fabio Paparella
Fabio Paparella
Giornalista pubblicista dal 2008. Ha scritto per Cuore Impavido (periodico universitario), Puglia d'oggi e Puglia in che dirige dal 2009. Appassionato di Puglia e innamorato di Bari, dove vive e lavora come funzionario Anci Puglia. Fondatore dell'associazione Scritture digitali. Cerca qualcuno disposto a cambiare insieme lo stato delle cose...

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