Michele Emiliano ha stravinto, con circa il il 47%. Ha chiuso quasi subito la partita e su questo non c’erano molti dubbi.
Della vittoria della coalizione del centrosinistra si sapeva da tempo, da mesi, praticamente dalla vittoria di Michelone alla primarie. Comunque per i più scaramantici è bastato attendere le prime proiezioni che premiavano Emiliano con oltre 20% di differenza sui CInque Stelle.
Chiusa la partita principale, tutte le attenzioni mediatiche erano quindi su ciò che sarebbe accaduto alle spalle del centrosinistra. Quanto andrà forte la Laricchia? Chi la spunterà tra Schittulli e la Poli, ovvero tra Fitto e Berlusconi.
Così, non sappiamo se con una strategia voluta o del tutto casuale, il neo Sindaco di Puglia decide di riportare l’attenzione mediatica su di sè andando al comitato della Laricchia a complimentarsi per il risultato e poi, una volta giunto al proprio comitato dichiarando in diretta nazionale attraverso Porta a Porta, il salotto degli italiani, la volontà di nominare la candidata presidente grillina come assessorato all’ambiente. Ecco quindi che il gioco è fatto. L’attenzione mediatica è tornata dove era giusto che fosse, su Michele Emiliano.
Tutti a chiedersi “che farano ora i grillini?”. La risposta, prevedibile, non è tardata da parte dei Cinque Stelle con un netto “Già pensa a spartire poltrone”. Quindi niente da fare ma, siamo certi che il tema riempirà le pagine dei giornali e i bar dei giorni di qui alla creazione della Giunta regionale.
È prematuro imbattersi in calcoli di maggioranze se prima non si conoscono con precisione gli esiti delle urne e la precisa ripartizione dei seggi. Emiliano, comunque sia, potrebbe avere un compito difficile: se i grillini rifiuteranno l’offerta dovrà governare senza il primo partito di Puglia (se si confermerà tale al termine degli scrutini), dato politico importante, se dovesse invece incassare il sì, occorrerà vedere quanto condizionerà la maggioranza il moviemnto di Grillo. Se riuscisse ad imbarcare la Laricchia riuscirebbe in una impresa che neanche a livello nazionale Bersani, Letta e Renzi sono riusciti.
Una tale manovra non farebbe altro che rilanciare l’ombra di Michele Emiliano su Matteo Renzi, che i ben informati dicono già in rotta di collisione con il “Sindaco sceriffo”. “Renzi? lo sento poco. Lui il Sud non lo capisce” avrebbe detto l’ex magistrato del Premier toscano. Se il buongiorno si vede dal mattino…
La fantapolitica a questo punto imporrebbe un Renzi preoccupato di una eventuale Opa di Emiliano su Palazzo Chigi, tanto da non escludere un ricorso alle elezioni, forte dell’Italicum. Solo vivendo scopriremo se è fantapolitica o realtà.












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