A chi non è mai capitato di aprire una pagina web e vedere il fastidioso pop-up che invita ad abilitare i “cookie”?
Con la direttiva 2009/136/CE entrata in vigore in Italia soltanto oggi (2 giugno) dopo appena 6 anni, l’Unione Europea impone una multa salatissima a chi regista i “cookie” senza un consenso esplicito, multe che vanno da 10 mila a 120 mila euro.
I meno esperti si domanderanno: cosa sono i Cookie?
Esistono 2 tipi di cookie “tecnici” e “pubblicitari”, i primi sono dei file di poche decine di bit che vengono salvati nella cache e che contengono decine di informazioni di supporto indispensabili al funzionamento del sito e della corretta e rapida visualizzazione delle informazioni presenti sulla pagina web; i secondi invece registrano minuziosamente tutti i movimenti sul web dell’utente, le pagine visualizzate, la cronologia, i social ecc. informazioni che vengono riutilizzate dalle agenzie pubblicitarie online per proporre magicamente all’ignaro utilizzatore prodotti e servizi coerenti con quanto visualizzato.
Questa tipologia di cookie viola la privacy dell’utilizzatore fornendo profilazioni non autorizzate esplicitamente.
Ovviamente la direttiva è stata scritta con l’intento di regolamentare il vuoto relativo ai Cookie “pubblicitari” che fungendo da veri e propri scanner raccolgono, profilano le preferenze degli utenti ad uso esclusivo delle agenzie pubblicitarie.
Ovviamente i diretti interessati (i pubblicitari ed i profilatori web) già parlano di “caccia alle streghe” e di legge “liberticida” o addirittura di legge che pone delle “briglie” al web. La realtà è che fino ad ora, complice il buco normativo, ognuno ha fatto i propri interessi, un po’ come i topi ballano in assenza del gatto. Adesso il gatto è tornato ed i topi non sono affatto contenti.
Cosa cambierà da domani? Se tutto va come dovrebbe i cookie in oggetto dovranno richiedere un’autorizzazione esplicita all’utente senza la quale le agenzie pubblicitarie non avranno il permesso di registrare e monitorare il traffico dati dell’utente. Tantomeno di rivendere ai propri clienti le profilazioni ottenute in questa maniera.
Cosa realmente accadrà? Difficile dirlo siamo In Italia il paese del “fatta la legge trovato l’inganno”.
Intanto per molti siti nelle scorse settimane è scattata la “caccia ai cookie” con la ricerca affannosa di un sistema che permetta di ottenere l’autorizzazione esplicita dei propri utenti/lettori all’uso dei cookie.
Puglia in si è già messo in regola da tempo: un banner in homepage avvisa il lettore sulla presenza di cookie.











