HomeEconomia & SviluppoEconomiaOggi i lavoratori scioperano in tutt'Italia contro lo Spezzatino-Tim

Oggi i lavoratori scioperano in tutt’Italia contro lo Spezzatino-Tim

Quella di oggi è stata una mattinata di agitazione e di protesta per i dipendenti della Tim, che sono scesi in piazza in molte città d’Italia (a Bari la manifestazione è stata organizzata in Piazza Prefettura) con l’obiettivo di evitare lo “spezzatino” e lo smembramento dell’azienda, tutelare gli asset, garantire la tenuta occupazionale.

Con la terza giornata di mobilitazione nazionale sono state migliaia gli uomini e le donne che si sono astenute dal lavoro ed hanno manifestato insieme alle sigle sincadali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil.

La mobilitazione – alla vigilia della presentazione del piano industriale che sarà svelato la prossima settimana – punta a far sentire la voce della forza lavoro: i sindacati temono esuberi a seguito dello scenario che si va prefigurando, ossia della creazione di due società separate, NetCo (per le reti) e ServiceCo (per i servizi) il cui perimetro al momento non è del tutto chiaro ma che dovrebbe comporterà una riorganizzazione anche dei dipendenti.

Sono 4000 i lavoratori pugliesi diretti e indiretti interessati dalle mancate risposte dall’impresa e dal Governo sullo scorporamento della Rete e sull’unicità dell’azienda che mettono a rischio la tenuta occupazionale del settore, l’infrastruttura di telecomunicazioni, l’innovazione del Paese e il diritto alla connessione dei cittadini.

“Come confederazione – ha sottolineato questa mattina Pino Gesmundo, segretario generale di Cgil Puglia – abbiamo voluto dare un sostegno forte a questa vertenza importante che necessita di un confronto con il Governo, così come tutte le altre che hanno visto in questa piazza lavoratrici e lavoratori protestare per il riconoscimento dei loro diritti. C’è uno scontro nel Paese tra lavoro e profitto e noi ci stiamo battendo affinché le risorse del Pnrr come quelle dei fondi di coesione, siano finalizzate a creare buona e stabile occupazione. L’aumento del Pil non corrisponde ad un aumento del benessere se va ad abbassare il sistema salariale e quello dei diritti. Per questo nessuno si può chiamare fuori da questa battaglia.

Occorrono decisioni immediate per salvaguardare il diritto al lavoro e ad una visione strategia e di prospettiva per il Paese.

Il progetto della rete unica di nuova generazione doveva rappresentare il futuro per TIM, cosa che oggi invece, sembrerebbe si possa realizzare solo passando per il suo smembramento. Se così fosse si indebolirebbe l’intero sistema delle telecomunicazioni.

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Redazione
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