Questa mattina a Bari c’è stato un raduno, organizzato dalla Coldiretti Puglia, di agricoltori, allevatori e pescatori, in una situazione già resa critica dal caro bollette e dallo sciopero dei tir e certamente aggravata dalla escalation di violenze in Ucraina.
Un sit-in che si è svolto in contemporanea anche con altre città italiane e che, a Bari, ha visto scendere in campo oltre 2000 manifestanti che, radunatisi in piazza Libertà, hanno urlato il proprio no ad una guerra “che affossa l’economia” e contro l’ippenata dei prezzi del carburante che non permette agli operatori economici di coprire i costi di produzione.
In piazza si sono visti anche trattori e animali, tra cui alcune mucche. Una delegazione di manifestanti sarà ricevuta in mattinata dal prefetto di Bari, Antonia Bellomo.
Si tratta di “una mobilitazione generale, traversale, perché ormai tutti i settori sono colpiti dalla crisi, per l’alto costo dei carburanti e di tutti i mezzi di produzione, dall’energia ai concimi. Vogliamo lanciare il nostro grido al governo: così non ce la faremo ad andare avanti”, spiega Pietro Piccioni, direttore Coldiretti Puglia.
“Si tratta di una situazione insostenibile che mette a rischio le forniture alimentari della Puglia garantite grazie al lavoro di oltre 100mila aziende agricole e stalle, più di 5mila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione tra negozi, supermercati, discount e mercati contadini di Campagna Amica che non hanno mai smesso di lavorare durante la pandemia ed ora sono strozzate dalle speculazioni”, sottolinea la Coldiretti.











