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Parco Eolico in Salento, l’incontro tra Azienda e territorio non ha convinto i sindaci

Il nuovo progetto del parco eolico off shore da realizzare nel tratto di mare tra Lecce e Brindisi è stato presentato dalla Kailia Energia Srl.

Se ne parla da qualche giorno ma nella riunione della Commissione Urbanistica di Lecce i dettagli sono stati resi noti dagli uffici tecnici che lo hanno esaminato: 98 turbine eoliche della potenza di 1176 Mw da dislocare nella fascia che va da Brindisi sino a Torre Chianca con distanze dalla costa dai 9 ai 17 chilometri. 180 metri la lunghezza dei pali, 300 metri lo sviluppo delle pale.

La società prevede la suddivisione dell’impianto in due fasce di 49 pale con un corridoio centrale di 3 km di larghezza.

Un incontro, quello con i rappresentanti dei Comuni interessati e dei territori su cui dovrebbe (o vorrebbe) insediarsi il nuovo Parco Eolico visto come un importante momento di confronto. “L’obiettivo è fare sintesi sul percorso da portare avanti insieme alla Regione” ha dichiarato il vicepresidente del consiglio regionale Cristian Casili.

Intanto nella giornata di oggi si è svolto anche un importante momento di confronto tra l’azienda che ha proposto il progetto ed i rappresentanti istituzionali di Regione e Comuni. Presenti anche Michele Emiliano, il presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone, gli assessori allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci, e all’Ambiente, Anna Grazia Maraschio, il presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva, e i 12 sindaci dei Comuni salentini direttamente interessati.

“Nonostante la Regione – dice Emiliano – non abbia alcun ruolo decisionale e amministrativo, mi farò carico di incontrare l’azienda che propone il parco eolico, per verificare se sia possibile mitigare l’impatto ambientale o, addirittura, evitare di realizzare il parco in quello specchio di acqua. Fermo restando che in questo momento storico di ridisegno del piano energetico dell’Unione europea, Governo, Ue e gli alleati Nato ci stanno chiedendo un forte impegno per produrre energia alternativa al gas russo». Il parco eolico galleggiante prevede l’installazione di 90 aerogeneratori di quasi 300 metri, occupando un’area di 162 chilometri quadrati. L’investimento è pari a 4 miliardi da parte di Odra Energia, 1.500 i posti di lavoro diretti che verrebbero creati per le fasi di fabbricazione, assemblaggio e costruzione del parco. Fino a 4.000 posti nei periodi di massima necessità, 150 posti fissi stimati per manutenzione dopo l’entrata in esercizio del parco”.

“Il periodo storico che stiamo vivendo  – continua Casili –  ci pone di fronte a una crisi energetica epocale. Occorre fare il possibile per definire una corretta e razionale gestione e pianificazione delle fonti rinnovabili, anche per limitare gli impatti visivi ed ambientali che tali opere possono arrecare ad una delle economie più importanti del Salento che è rappresentata dal turismo. La nostra regione in questi anni ha dato tanto in investimenti in rinnovabili, al punto che siamo tra i maggiori produttori di energia proveniente dal sole e dal vento. Parallelamente bisogna tener conto anche del forte impatto degli impianti onshore sul paesaggio interno dove la campagna pugliese è stata presa d’assalto da impianti fotovoltaici e eolici. È evidente che non possiamo sottrarci tout court all’installazione di parchi eolici offshore se vogliamo raggiungere livelli produttivi tali da renderci sempre più autosufficienti”.

“Per non fare gli errori del passato è tuttavia auspicabile che questi impianti siano allocati valutando le soluzioni migliori per evitare che gli impatti visivi possano generare danno lungo  tratti di costa dall’alto valore paesaggistico come quelli dei comuni di Santa Cesarea e Castro fino a Santa Maria di Leuca. La Regione può sollecitare il Governo nazionale ad accelerare il cronoprogramma per la definitiva approvazione dei piani di gestione dello spazio marittimo. L’Italia ha presentato la sua proposta alla Commissione Europea a fine 2021, ma l’iter per la loro definitiva approvazione non risulta concluso. Tali piani sono importanti, tra l’altro, per individuare la migliore distribuzione spaziale delle attività e dei diversi usi delle acque marine, tra cui rientrano gli impianti e le infrastrutture per la prospezione, lo sfruttamento e l’estrazione di idrocarburi e la produzione di energia da fonti rinnovabili”.

Secondo Paolo Pagliaro, che si allinea alla contrarietà espressa dai sindaci dei 12 Comuni interessati, “così com’è, quel progetto è inaccettabile: nel merito (per ragioni paesaggistiche) e nel metodo (perché l’iter autorizzativo è stato avviato senza alcuna condivisione con il territorio). L’ha ribadito oggi il presidente Michele Emiliano nell’incontro convocato in Regione, per discutere delle azioni politiche da intraprendere rispetto al progetto del parco eolico offshore lungo la costa di Otranto, Santa Cesarea, Tricase e Castro. Dopo aver dichiarato il suo no nell’ultima seduta del Consiglio regionale, perorando la mia mozione contro il parco eolico galleggiante, Emiliano l’ha confermato nell’incontro di oggi, che si è svolto in modalità mista (in presenza e online) a cui ho preso parte insieme ai sindaci e al presidente della Provincia di Lecce. Un progetto così impattante non è pensabile in uno dei tratti di mare più belli in assoluto, in un’area paesaggistica di pregio straordinario che sulla bellezza fonda il suo appeal turistico”.

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