Quale futuro per l’Ospedale Covid nella Fiera del Levante? Per Michele Emiliano ed Antonio Decaro, che ieri si sono incontrati per parlare della questione, non ci sono dubbi: deve restare operativo ma non oltre fino al prossimo 31 dicembre. Poi occorrerà approntare un piano per il ripristino delle aree e il loro ritorno nella disponibilità della Fiera del Levante, con lo smantellamento ed il recupero delle attrezzature.
Ma c’è da superare il nodo del piano regolatore del Comune di Bari, che non prevede la possibilità di utilizzare gli spazi fieristici per quella destinazione e che quindi non consente ulteriori proroghe, anche alla luce della fine dello stato di emergenza.
Il sindaco di Bari intanto ha invitato la Regione Puglia a formulare “provvedimenti formali per validare la prosecuzione formale delle attività della struttura “per limitare allo stretto indispensabile ogni ipotesi di occupazione senza titolo delle aree in oggetto, con le conseguenze che ne discenderebbero”.
Uno scambio di lettere tra i due Enti, insomma, alla ricerca di una intesa non semplice.
Contro l’ospedale, intanto, dall’interno della maggioranza alla Regione Puglia si schiera Fabiano Amati (Pd).
“L’ospedale in Fiera è stata una scelta sbagliata, peraltro foriera di sperperi e guai vari; tenerlo in funzione può solo allargare il fronte delle responsabilità e aggravare i problemi che già ci sono. Averlo usato per curare le persone è il minimo sindacale e non può essere usato come argomento a giustificazione degli errori, perché una soluzione più razionale avrebbe avuto la stessa utilità. Ora bisogna attendere le dimissioni degli ultimi pazienti e smantellare la struttura avendo cura di recuperare altrove arredi e attrezzature. E tutto questo è possibile approvando un accordo in grado di definire tempi certi, così come chiede giustamente il sindaco di Bari Antonio Decaro, possibilmente senza oneri a carico della Regione o riducendoli al minimo indispensabile”.
“Era chiaro sin dall’inizio – sottolinea Amati – che la soluzione non avrebbe potuto avere durata, soprattutto per la mancata contiguità strutturale con un ospedale di II o I livello. E questa semplice considerazione avrebbe dovuto suggerire, in applicazione dei principi basilari delle organizzazione sanitaria e di Protezione Civile, una scelta di bilanciata tra esigenze emergenziali e utile riconversione delle strutture e attrezzature alla fine dell’emergenza”.
“Così purtroppo non è andata e ora appare indispensabile gestire la fase del ritorno alla normalità, cercando di recuperare al massimo gli arredi, le attrezzature e i materiali”.
Dall’opposizione, intanto, Davide Bellomo (Lega) sottolinea le spaccature all’interno del Pd.
“Il Pd in Puglia è ancora una volta il partito del bipensiero. Anche sul futuro dell’ospedale Covid in Fiera del Levante a Bari il presidente Emiliano e il sindaco Decaro si esibiscono in un imbarazzante gioco delle parti a colpi di lettere e di ambiguità. Si vuole continuare a tenere in vita, come chiede il governatore, la struttura fino al 31 dicembre per le emergenze all’interno della Fiera? Decaro predisponga allora immediatamente gli atti amministrativi conseguenti e spieghi le ragioni di una simile scelta, che apparentemente non condivide, a chi vorrebbe invece ripristinare subito lo stato dei luoghi e teme per l’impatto che questa decisione potrebbe avere sullo svolgimento a settembre di un evento importante come la Fiera del Levante, non propriamente una festa patronale. Si preferisce, al contrario, smantellare quanto prima l’ospedale Covid in Fiera, come apparentemente vorrebbe il sindaco, sprecando ora o comunque a dicembre quasi venti milioni dei cittadini pugliesi ? I signori della sinistra si assumano questa responsabilità, ci dicano quale strategia vogliono mettere in campo per il futuro della Fiera e spieghino per quale motivo non abbiano previsto in via preliminare quello che diventerebbe a tutti gli effetti un simbolo dello sperpero di denaro pubblico. Delle due, l’una. Tertium non datur, come dicevano i latini. Non si può continuare ad assistere a questo balletto di posizioni, che ha il solo obiettivo di giocare la partita contemporaneamente su più tavoli. Adottare rapidamente una vera, chiara e non equivocabile strategia comune è la prima forma di rispetto per i contribuenti e per i loro soldi. Governare significa programmare e non improvvisare. Anche solo le diverse parti di una medesima commedia”.











