Domani sarà, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Enrico Giovannini, una giornata importante per l’Aeroporto del Salento di Brindisi, domani verrà inaugurata la torre di controllo Enav digitalizzata e controllata da remoto.
I controllori, in una posizione remotizzata, lontana dall’aeroporto anche fisicamente avranno degli schermi dai quali potranno effettuare le stesse operazioni che effettuano stando all’interno della torre, ma con maggiore risoluzione e maggiori informazioni.
Brindisi sarà dunque il primo scalo italiano con questa tecnologia come spiegato nei giorni scorsi l’ad di Enav Paolo Simioni. “I controllori di volo – spiega – non saranno negli aeroporti minori. Ma questo non inficerà sicurezza, capacità dello spazio aereo, che vuol dire spazio progettato per accogliere più aerei quando servono, e attenzione sia alla sicurezza che ai costi. Brindisi gestirà 13 scali. Sarà un hub di torri remote tra cui Grottaglie, Foggia, Salerno, Lamezia Terme. Il prossimo aeroporto su cui faremo questo investimento sarà Padova, però nel 2026 perché questo è in un processo graduale che porta via un po’ di tempo. Il nostro piano industriale al 2021 è per un miliardo di investimenti ma non tutti per questo”.
E proprio sul piano industriale di Enav, e sul futuro della torre di controllo di Brindisi e soprattutto dei lavoratori impiegati nella stessa si registrano le preoccupazioni dei sindacati.
Le Segreterie Provinciali FILT CGIL e FIT CISL di Brindisi esprimono apprezzamento per l’evoluzione tecnologica ed operativa del nuovo Sistema sperimentale. Tuttavia, le stesse denunciano il perdurare della gravissima preoccupazione ed incertezza in cui sono costretti ad operare i lavoratori del Centro Controllo d’Area (ACC) di Brindisi, a causa della determinazione aziendale di conferma del trasferimento dei Servizi di Assistenza Volo e Controllo del Traffico Aereo da Brindisi a Roma.
“Chiudere l’Impianto ENAV di maggiore eccellenza del Mezzogiorno – dicono i sindacati – anziché potenziarlo in un momento in cui, nel rispetto degli indirizzi nazionali ed europei, si dovrebbero programmare maggiori investimenti proprio al Sud, per contribuire a ridurre le storiche disuguaglianze (PNRR), palesa che la politica aziendale è estranea alla politica del Paese ed anche a quella europea”.
Preoccupato anche il parlamentare brindisino Mauro D’Attis, coordinatore regionale di Forza Italia.
“Il ministro Giovannini sarà a Brindisi per inaugurare la prima Torre di controllo remota d’Italia presso il Centro di controllo Enav dell’aeroporto del Salento ed io ci sarò. Ci sarò anche io perché è un progetto importante, di cui vanno monitorati gli effetti sul territorio, e perché da tempo osservo con attenzione l’azione dell’Enav. Ho presentato diverse interrogazioni al ministro proprio su quest’ente nel corso della legislatura e sono sicuro che Giovannini non si esimerà dal rispondere anche su questo nuovo percorso per Brindisi. In particolare, va chiarito quali saranno gli effetti del piano industriale sui livelli occupazionali e se sussista il rischio di ‘trasferimento di ricchezza’ da Brindisi ad altri territorio del Paese. Sono sicuro che questi dubbi verranno dissolti nei prossimi giorni e sarà mia premura intervenire affinché il ministro dia chiarezza e serenità al territorio su un centro importante che svolge un’attività ad alta complessità operativa”.











